Crisi sistemica e cambio di paradigma

Il vestiario non è certo la prima cosa a cui pensiamo quando cerchiamo di immaginarci i problemi emergenti in uno scenario di crisi.
Eppure dovremmo: certo, specialmente nei paesi "avanzati" in apparenza avremmo di che vestirci per alcune generazioni.
In apparenza.
La durata dei tessuti è limitata, in particolar modo quelli di recente fabbricazione che siano di origine sintetica o meno.
Vale per i vestiti lo stesso discorso che abbiamo fatto per i frigoriferi e le lavatrici: sono passati i tempi dei cappotti e delle camicie rivoltati ( qualcuno si ricorda, esattamente, di cosa si trattava?) ora un vestito è fatto per durare il tempo di una stagione o due e poi amen: via in cassonetto, possibilmente differenziato o a una delle tante associazioni che raccolgono e distribuiscono vestiti usati.
Insomma: è probabile che i tessuti sintetici tornerebbero ad essere utilizzati per capi di lusso, dati i costi della materia prima, come era negli anni 30 (la storia delle fibre artificiali è molto interessante, guardate, ad esempio, la storia del Nylon) e che si tornerebbe ad utilizzare sopratutto capi in materiali naturali e realizzati in modo da essere duraturi.
Ma sia le pecore che il cotone danno notevoli problemi ambientali; il cotone per la grande quantità di acqua e di energia che richiede e le pecore per la loro voracità distruttiva (il sud dell'Europoa ed il Nord Africa sono li per ricordarcelo). Inoltre, pochi ci penserebbero, per... il metano (il metano è un gas serra potente, alcune volte più della CO2 e contribuisce per circa un terzo all'effetto serra complessivo. La sua concentrazione è circa raddoppiata negli ultimi 200 anni).
D'altronde i capi in cotone sono probabilmente lavati più spesso con un notevole spreco di energia e di acqua e con rilascio di sostanze saponose, per produrre/smaltire le quali è richiesta energia... Difficile dire chi dei due sia piu ecologico;
Tra parentesi i maglioni in PIle si possono realizzare a partire dalle bottiglie in PET.
Una cosa certa è che sia arrivato il momento di comprare i propri capi di abbigliamento perchè siano funzionali e confezionati in modo da durare molto, possibilmente con colori, tagli e stili classici, che possano, anche essi, durare a lungo.
Anche questo un piccolo passo fuori dalla palude.
Non so se ve ne siete resi conto, ma qua le cose sembrano mettersi male.
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/kosovo-indipendenza/condanna-onu/condanna-onu.html
Il capitalismo morente, ci regalera' gli ultimi fuochi di artificio.
Vi consiglio di leggere queste parole, sempre attuali. Speriamo che, se le cose si metteranno male, i pochi che resteranno, sapranno creare un mondo nuovo, in cui l'Uomo torni al centro, al posto del denaro.
"Data l'innegabile buona fede di larghi strati dei rappresentanti delle masse ... bisogna spiegar loro con particolare cura, ostinazione e pazienza, l'errore in cui cadono, svelando il capitale insolubile fra il capitale e la guerra imperialistica, dimostrando che è impossibile metter fine alla guerra con una pace veramente democratica, e non imposta con la forza, senza abbattere il capitale." Vladimir Lenin
Delta-nove-tetraidrocannabinolo (THC).
dannoso per il cervello, dicono
però la tv è ancora legale... com'è sta storia?
@4 si sa il motivo
Delta-nove-tetraidrocannabinolo (THC).
non dimentichiamo la canapa, la miglior fibra naturale messa al bando per non si sa quale motivo...
@1 I piles che ho comprato nel corso degli ultimi 10-15 anni sono ancora nuovi, mentre le camicie e i pantaloni di cotone si sono consumati in media in 3-4 anni. Dipende dalla qualità dei tessuti, ma direi che il tessuto di pile e i vari tessuti moderni sono mediamente più resistenti dei tessuti classici, a parità di prezzo.
Beh anche io sono fatto cosi, SIlviu' ed in effetti cerco di comprarmi capi robusti, classici etc etc.
Insomma la rilfessione verteva sul fatto che anche le fibre naturali, attualmente, vengono per lo piu' realizzate con una ottica puramente consumistica a breve raggio.
Per lo piu', ovviamente.
Riguardo ai pile non ne ho mai buttato uno: Il primo, comprato circa 15 anni fa' lo uso ancora per sciare. Dopo dozzine di lavaggi ha fatto un po' di pallini ma il suo dovere coibentante lo fa ancora egregiamente.
Mi pare approssimativo, come impostazione. La camicia che indosso (cotone) è del '91 e i pantaloni di fustagno (cotone) hanno almeno sette anni e li porterò almeno altri sette. In compenso un pile comprato nel 2004 l'ho dovuto buttare da tanto era malridotto! Per le pecore mi trovi, invece, assolutamente concorde!
alle 20:52
Franz
Antonio nap, non per far polemiche sterili che su questo argomento possono diventare molto antipatiche ma...sappiamo bene che quelli comunisti furono i più inquinatori, spreconi,inefficienti e persino i più militaristi regimi della storia.
I lider comunisti erano i migliori sul piano dialettico,ma quando ebbero la possibilità di tradurre la teoria in pratica,i risultati furono devastanti.