Crisi sistemica e cambio di paradigma
Arrivano altre notizie sulla misteriosa faccenda dei cavi Internet sottomarini. Pare ce ne sia un quarto, sempre nel Golfo Persico tra il Qatar e gli Emirati Arabi.
Inoltre, giungono novità dall'Egitto, uno dei Paesi più colpiti dal blackout internettiano: il Ministero della Comunicazione annuncia che il guasto non è stato determinato da alcuna nave, sia perchè l'area è una no-go zone sia perchè riprese video mostrano che a quell'ora sul posto non stava transitando nessuna imbarcazione.
Nel frattempo qualcuno reperisce precedenti storici, per l'esattezza durante la I Guerra Mondiale quando la Marina Inglese tagliò i cavi telegrafici sottomarini della Germania, sotto la Manica, subito prima di sferrare un attacco a sorpresa. Tali cavi collegavano i tedeschi con tutto il mondo, e finirono in tal modo completamente isolati. Dovettero ricorrere allora alle trasmissioni radio, che vennero così puntualmente intercettate e decrittate dal nemico.
Ma si trovano anche "precedenti" più recenti, come un documento del Pentagono del 2003, in cui si sosteneva che la rete Internet va considerata come se si trattasse di un'arma militare nemica.
Continuano anche ad affastellarsi ipotesi. Le più gettonate al momento, oltre l'intramontabile imminente attacco all'Iran, sono il tentativo di isolare i paesi del Golfo e alcuni del Medio Oriente, e il movente finanziario: si cerca di ostacolare l'intervento su mercati vacillanti da parte dei paesi coinvolti. Staremo a vedere...
Si parla di 8 o 9 cavi tagliati oggi. Un altro per certo in Malesia e uno a Marsiglia. Qualche tizio in America dice che i tagli separano l'Asia da Europa e Africa.
Qui una mappa non aggiornata però.
A proposito: qualcuno ha novità sulla fantomatica borsa del petrolio iraniana?
ho cercato in rete, ma non ho trovato niente di recente...
@Stefano
hai ragione, Grillo ne ha parlato, ma non accenna al picco parlando invece di mondi e di guerre possibili!!
Qualcuno dovrebbe far presente a Grillo che abbiamo già raggiunto il picco e che la crisi energetica è già dietro l'angolo !!!
@kzpaul
Grillo ne ha parlato, è che adesso è preso cono i non-giornalisti...
questo è il post più recente
http://www.beppegrillo.it/2007/08/la_linea_rossa.html
@kzpaul
Logico l'atteggiamento delle compagnie. Prima di chiudere baracca cercano di fare il massimo profitto sui prezzi in salita dell'oro nero.
E' sempre così quando una risorsa comincia a scarseggiare per raggiunti limiti fisici; meglio sfruttare, per arricchirsi, l'inevitabile trend in salita del prezzo di tale risorsa, piuttosto che investire ingenti capitali per reperirla sempre più difficilmente(e sempre più a maggior costo)...
Pare invece che l'Iran se la sia cavata: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4249
Sì,l'autrice è un pò astiosa e "saddamocentrica" però cita fatti e nomi.
Se a qualcuno interessa posso anche copiare la parte principale dell'articolo oppure inserirne direttamente il link, ma sono pagine accessibili agli iscritti al sito e-coop.it
intanto ecco il link : http://www.e-coop.it/portalWeb/coop.portal?_nfpb=true&_pageLabel=previewFaro&cm_path=%2FCoopRepository%2FCONSUMATORI%2FCoopItalia%2Fdocumento%2Fdoc00000050904&ricerca=1¤tPage=0
Cito la parte più interessante dell'articolo :
Compagnie petrolifere Perchè tanti profitti e pochi investimenti? Un altro indizio sospetto di questa fase decisamente delicata del mercato petrolifero, è quello del comportamento delle grandi compagnie mondiali (guidate da Exxon, Bp, Shell, Chevron e Conoco). Uno studio della società di consulenza McKinsey ha calcolato che nel 2005 il cash flow di queste aziende (la differenza tra i soldi incassati e quelli spesi) è stato di 120 miliardi di dollari. Una montagna d’oro enorme, mai vista nella storia del settore e segno di quanto le cose vadano bene ai signori del petrolio. La sorpresa è che, andando contro quella che dovrebbe essere una legge del mercato (cioè fare investimenti per aumentare la produzione e soddisfare la domanda), gli investimenti in nuove fonti di approvvigionamento sono in proporzione calati (le stime sono apparse sulla rivista Nuova Energia). Nel 2002 la media era di 83 dollari di investimenti ogni 100 di liquidità, nel 2003 si scende a 70, nel 2004 a 55 dollari. Secondo il professor Aberto Clò, economista dell’Università di Bologna ed esperto di politiche energetiche, "la crisi attuale è chiaramente strutturale e non è destinata a risolversi in tempi brevi. Non siamo di fronte a una carenza assoluta di petrolio, ma il petrolio non viene fuori da solo, bisogna estrarlo e negli scorsi anni le compagnie petrolifere hanno investito troppo poco nell’esplorazione e produzione". Cosa significa? Che si è privilegiata la remunerazione degli azionisti, cioè l’incassare subito e puntare sulla finanza. Una strada oggi in gran voga, quella dell’incassare subito, ma che lascia aperto più d’un inquietante dubbio. Il quesito è se cioè si punti, da parte delle compagnie, sul gioco al rialzo del prezzi e quindi su una mega speculazione o se invece tutto ciò non dipenda anche da una scarsa fiducia sul poter trovare davvero altro petrolio disponibile in nuovi giacimenti.
Qualcosa si muove... sono socio coop e ho appena ricevuto la rivista mensile... il primo articolo parla proprio del picco ed esplicitamente... è l'informazione ufficiale, quella sotto il controllo della politica e del capitalismo che è muta e cieca... però anche Grillo parla poco del picco... perchè anche lui non ne parla quasi mai????
Qualcosa si muove... sono socio coop e ho appena ricevuto la rivista mensile... il primo articolo parla proprio del picco ed esplicitamente... è l'informazione ufficiale, quella sotto il controllo della politica e del capitalismo che è muta e cieca... però anche Grillo parla poco del picco... perchè anche lui non ne parla quasi mai????
Si, appena accenni al problema petrolio, l'espressione cambia, "....s'è fatto tardi..."
Fa così paura che nessuno ha voglia di parlarne, è una sorta di meccanismo di rimozione, se non ne parliamo vuol dire che il problema non c'è.
Grazie ragazzi delle informazioni e delle (magre) consolazioni.
Non deprimermi ma reagire individualmente? Per il futuro post-picco posso imparare a coltivare l'orto; mettermi in casa una carabina per andare a caccia di piccioni; darmi al cannibalismo (così provvedo anche alla sovrapopolazione). Scherzi a parte, per il momento sto cercando di informare il più possibile le persone a me vicine ma la sensazione è quella di sentirsi presi in giro. Pochi (leggi: nessuno) ti prendono sul serio. Qualcuno ti ascolta incuriosito per qualche minuto poi, appena parli di crisi di risorse energetiche, di rapporto popolazione/energia_prodotta, di crisi dell'agricoltura ecc, ti guardano come se stessi parlando di fantascienza. Forse è questo che mi deprime. Per fortuna esistono luoghi (seppur virtuali) come questo blog dove i miei punti di vista vegono condivisi.
Settima fase: Stamattina ho acceso il pc e non si connette, il telefono è muto....la tv anche....che succede?
In Petrolio cerca in archivio(politica, economia) perchè se ne è parlato molto.
La colpa della tua depressione è delle potenti corporazioni economiche che stanno portando la società globale verso lo schianto finale.
E comunque meglio reagire individualmente che deprimersi, credimi...
@5 prima fase: Viva il collasso Globale!!
seconda fase: Poffarbacco, se il collasso è globale, io come campo domani?
terza fase: depressione, disperazione e rassegnazione e mutismo.
quarta fase: comincio a fare qualcosa, ma cosa? vendo la macchina? separo minuziosamente i rifiuti? compro candele? Cerco di convincere il vicino a mettere pannelli solari sul tetto? Faccio scorte? prego? compro oro? con quali soldi? vado a fare l'asceta sulle montagne?
Sesta fase: ???? ......intanto continuo a lavorare, finchè dura...
@4 Paolo B.
Riesci a darmi un riferimento? In Crisis non ho trovato nulla (tra l'altro è un blog molto recente che seguo dall'inizio). Forse in Petrolio? Le idee di Blondet sfondano una porta aperta anche nel mio modo di vedere il mondo. Fino a poco tempo fa ero un pessimista convinto, ma di quelli che non vedono l'ora di assistere al collasso globale. Ora invece comincio davvero a preoccuparmi, ad avere paura e a deprimermi. Sarà colpa vostra?
Se ne è già parlato Gabriele, e in fondo in "crisis" si analizza proprio il mondo post-ordine globale.
Mi duole dirlo, ma le visioni pessimistiche di Blondet sul futuro non sono tanto campate in aria...
ma che strano .. dei cavi tagliati tutti contemporaneamente in medioriente ...:)
Io lo butto lì, non so se qui o in "Petrolio" se n'era già parlato: guardate il link:
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2235¶metro=esteri
Che cosa ci nascondono?
alle 10:03
Ste
@ Uno
potresti postare il link della notizia? non ho trovato niente in rete...
grazie