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The day after tomorrow.

Pietro Cambi avatar Martedì 22 Gennaio 2008, 18:20 in Finanza di Pietro Cambi

Manco a farlo apposta, partiamo subito di buon passo con una crisi di proporzioni epiche. Intendiamoci: questo non mi rende felice, sia perché le crisi finanziarie alla fine fanno male alle tasche di tante persone comuni sia perché vi sono altre crisi di cui ci piacerebbe parlare e questa minaccia di tenere banco tutta da sola per parecchio tempo.

La tenevamo d’occhio da un po' questa rogna, e non eravamo certo soli. Alla fine, come quando viene meno la terra tra le radici di un albero, cosi la crisi di liquidità generata dal collasso dei mutui subprime ha tolto nutrimento a tutto l’albero che dapprima ha cominciato ad ingiallire ed ora minaccia di venire giù. Il bello è che nessuno ha le idee particolarmente chiare sul coinvolgimento delle varie strutture finanziarie di qua e di la dell’oceano: semplicemente il meccanismo secondo cui ciascuna banca assicura ed è riassicurata dai rischi inerenti la concessione di prestiti e mutui è cosi intrecciato, che attualmente ad esso sono legati qualcosa come 42.000 miliardi di dollari. Di questi ben 800 miliardi sono considerati a rischio da un recente studio. Questa crisi ha un nome ed anche un cognome: si chiama Alan Greenspan, per anni considerato il nume tutelare dell’economia americana essendo spesso stato, con i suoi tempestivi tagli e rialzi dei tassi, all’origine degli ultimi boom, quello delle dot com e quello immobiliare (che qualcuno chiama forse più correttamente bolle). Questa volta, ma solo dopo essersene andato in pensione ed avere lasciato la patata bollente in mano a Bernanke, ha ammesso che ‘sta faccenda dei mutui subprime l’aveva sottovalutata. Certo ce ne vuole di faccia tosta, eh?

Benché il discorso sia complesso il punto di partenza è semplice: se le banche possono ottenere denaro a buon prezzo potranno prestarlo a tassi più bassi, ed ad investitori più incerti. I crediti cosi ottenuti potranno poi essere venduti diventando anch’essi a tutti gli effetti nuovo contante, che potrà essere rimesso in gioco con un giro vorticoso nel quale si arriva a smuovere 20 dollari con un dollaro di mutuo. Il guaio è che questo splendido gioco funziona altrettanto bene alla rovescia, e cioè come distruttore di ricchezze e non come costruttore.

Basta che succeda una cosa semplicissima: ovvero che la bolla immobiliare, arrivata ad altezze stratosferiche, faccia quello che fanno tutte le bolle in quella situazione: scoppi.

In questo caso la bolla, scoppiando, ha innescato un rapidissimo collasso (default) dei mutui che sulla continua crescita del valore dell’immobile si basavano per poter essere continuamente rifinanziati. Il tutto è andato espandendosi come una reazione a catena, che alla fine ha tagliato le gambe anche all’economia reale per il semplice motivo che questa non ha nessuna chance di crescita se gli vengono tagliati i crediti e contemporaneamente rivalutati i debiti.

Kabum!! La prima bella, ricca e grassa crisi dell’anno è servita. La cosa interessante è che quasi 100 anni fa si verificò una crisi assai simile che rientrò grazie alle dimensioni ancora gestibili della crisi per i magnati del tempo, che risolsero ponendo direttamente a garanzia dei prestiti le loro proprietà. Ma ora, di fronte a capitali potenzialmente interessati superiori all’intero risparmio mondiale messo assieme (o all’intero debito mondiale, si confronti ad esempio con il debito americano qui) cosa possono le povere banche centrali, fosse anche la Federal Reserve? Conclusione: Non aspettatevi niente di buono, ancora per un po’, il fungo è ancora in fase di formazione e l’onda d’urto non è ancora arrivata…

72
72 commenti
72
12 Feb 2008
alle 20:40

Laplace77

bolla immobiliare?

 se ne discute (anche) qui:

 http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=150353&f=150353

 

e qui ci sono un po' di video...

http://www.youtube.com/user/laplace977

 

71
04 Feb 2008
alle 20:53

dido

Scusa Stefano se non ho piú risposto, ma speravo di vedere qualche altro intervento prima.

Devo dire che la tua constatazione mi lascia un pó perplesso; il fatto di citare le parole di Pietro sembra quasi sottintendere, ma probabilmente interpreto male, che la discussione che cerco di sostenere sia in qualche modo contraria alle stesse. Questo non é assolutamente vero in quanto io concordo pienamente con la frase citata, solamente cerco di mantenermi in tema con il post e argomento quí trattati, che sono di natura prettamente finanziaria.

Se il video proposto parla di risorse non é certo un caso, si tratta del migliore esempio possibile per dimostrare l'assurditá di un sistema finanziario a crescita infinita dentro un mondo finito. A mio parere l'aspetto piú didattico del video, a parte illustrare certi tecnicismi del sistema bancario, é suggerire che lo sfruttamento sistematico ed esaustivo di un ambiente finito viene indubbiamente incitato e invogliato da un sistema finanziario che é, virtualmente, infinito.

Invece di soffermarsi sempre sulle conseguenze del modello promosso in questi ultimi due o tre secoli trovo che sarebbe piú proficuo interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto, e spingono tuttora, tale demenziale modello.

Ovvero, che ragione abbiamo di crescere, crescere, crescere continuamente? Da un punto di vista fisico é una assurditá, raggiunto un equilibrio ottimale, una condizione che pur con imperfezioni si é verificata nei millenni precedenti alla rivoluzione industriale, non vi é una ragione per andare a toccare i limiti del sistema.
Ma se il motore del sistema é una finanza dedita alla moltiplicazione del capitale monetario, una moltiplicazione folle e snaturata, si vedono chiaramente le ragioni della crescita fine a se stessa, una modalitá talmente folle da portarci a scambiare il nostro tempo, la nostra energia e la nostra vita per dei pezzi di carta colorata che poi mettiamo in fondi d'investimento allo scopo di farli fruttare; ma come? i soldi non sono certo alberi... e come fanno a fruttare? L'unico modo per fare fruttare, ovvero moltiplicare, quello che é pura virtualitá, é andare oltre il punto di equilibrio fisico e portare il mondo reale al deficit, alla rovina.

Insomma, se non si comprendono le ragioni del denaro e dei grandi inganni che per esso si sono messi in atto, difficilmente, é il mio parere, potremo sottrarci alla nuova schiavitú globale che pare promettere il futuro. Futuro dal quale arriva la enorme quantitá di denaro che ha alimentato la piú grande bolla finanziaria di tutti i tempi.

70
04 Feb 2008
alle 20:48

dido

Scusa Stefano se non ho piú risposto, ma speravo di vedere qualche altro intervento prima.

Devo dire che la tua constatazione mi lascia un pó perplesso,
il fatto di citare le parole di Pietro sembra quasi sottintendere, ma probabilmente interpreto male, che la discussione che cerco di sostenere sia in qualche modo contraria alle stesse, questo non é assolutamente vero in quanto io concordo pienamente con la frase citata. Solamente, come ho giá detto, vorrei mantenermi in tema con il post e argomento quí trattati, che sono di natura prettamente finanziaria.

Se il video proposto parla di risorse non é certo un caso, si tratta del migliore esempio possibile per dimostrare l'assurditá di un sistema finanziario a crescita infinita dentro un mondo finito. A mio parere l'aspetto piú didattico del video, a parte illustrare certi tecnicismi del sistema bancario, é suggerire che lo sfruttamento sistematico ed esaustivo di un ambiente finito viene indubbiamente incitato e invogliato da un sistema finanziario che é, virtualmente, infinito.

Invece di soffermarsi sempre sulle conseguenze del modello promosso in questi ultimi due o tre secoli trovo che sarebbe piú proficuo interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto, e spingono tuttora, tale demenziale modello.

Ovvero, che ragione abbiamo di crescere, crescere, crescere continuamente? Da un punto di vista fisico é una assurditá, raggiunto un equilibrio ottimale, una condizione che pur con imperfezioni si é verificata nei millenni precedenti alla rivoluzione industriale, non vi é una ragione per andare a toccare i limiti del sistema.

Ma se il motore del sistema é una finanza dedita alla moltiplicazione del capitale monetario, una moltiplicazione folle e snaturata, si vedono chiaramente le ragioni della crescita fine a se stessa, una modalitá talmente folle da portarci a scambiare il nostro tempo, la nostra energia e la nostra vita per dei pezzi di carta colorata che poi mettiamo in fondi d'investimento allo scopo di farli fruttare; ma come? i soldi non sono certo alberi... e come fanno a fruttare? L'unico modo per fare fruttare, ovvero moltiplicare, quello che é pura virtualitá, é andare oltre il punto di equilibrio fisico e portare il mondo reale al deficit, alla rovina.

Insomma, se non si comprendono le ragioni del denaro e dei grandi inganni che per esso si sono messi in atto, difficilmente, é il mio parere, potremo sottrarci alla nuova schiavitú globale che pare promettere il futuro. Futuro dal quale arriva la grande quantitá di denaro che ha alimentato la piú grande bolla finanziaria di tutti i tempi.

69
25 Gen 2008
alle 15:01

Bernardo Mattiucci

a parte il fatto che ora non mi va di leggermi i sottotitoli e/o di capire cosa dice il tizio in inglese... ho letto la breve presentazione di lato e i sottotitoli iniziali e ho capito di cosa si parla. Beh... credo sia giusto pensare, a questo livello di "informazione", che se eliminiamo totalmente le banche... eliminiamo anche il problema!

Ma credo che ormai siamo andati troppo oltre.

Il discorso del Denaro come debito mi fa subito pensare alle connessioni internet. Un provider che ha una linea di soli 8 mbit puo' vendere (come effettivamente fa) anche 100 abbonamenti da 1 mbit di download perche' tanto, in un solo istante, e' praticamente impossibile che tutti e 100 gli utenti potenzialmente connessi stiano scaricando qualcosa!
Ma nella realta' dei contratti il provider dovrebbe avere almeno 100 mbit per poter soddisfare le richieste di tutti e 100 i clienti!

Nelle banche funziona allo stesso modo... piu' clienti hai... piu' soldi "virtuali" hai... ma nella realta'... se tutti i clienti fossero come me... le banche non avrebbero soldi neanche per pagarsi una biro! 

 

68
25 Gen 2008
alle 13:29

Stefano

ops.. ho fatto un po' di paciugo....

 

riscrivo:

dido

ho guardato (l'interessantissimo) video.

anche lì si riprende il noto discorso dell'assurdità della crescita esponenziale in un sistema finito (il pianeta) con risorse limitate

insomma, non posso far altro che quotare le parole di Pietro:

"NON si può in ogni caso ridurre tutto al petrolio o all'economia o alla demografia o alla politica. TUTTO si lega in un modo complicato ed affascinante"

67
25 Gen 2008
alle 13:26

Stefano

dido

ho guardato (l'interessantissimo) video.

anche lì si riprende il noto discorso dell'assurdità della crescita esponenziale in un sistema finito (il pianeta)

insomma, non posso far altro che quotare le parole di Pietro:

"NON si può in ogni caso ridurre tutto al petrolio o all'economia o alla demografia o alla politica. TUTTO si lega in un modo complicato ed affascinante"

ergo, la visione della crisi "del sistema"

66
25 Gen 2008
alle 12:58

dido

Si chiama reunificazione dei debiti, ma io lo chiamerei strozzinaggio. 

Berná, guardati il video e poi mi racconti.

65
25 Gen 2008
alle 12:53

Bernardo Mattiucci

Dido, sara' anche un'assurdita re-indebitarsi per pagare un debito gia' contratto.... ma allo stato attuale e' una pratica molto di moda.... forse mascherata con qualche altro nome... ma e' cosi'! 

64
25 Gen 2008
alle 12:47

dido

Secondo me Paolo, sei troppo dogmatico; affermare, per esempio, che la causa prima di tutto é la sottomissione al modello neoliberistico anglosassone a partire dalla seconda guerra, é scartare, a mio parere, troppa parte di storia. Visto che trattiamo del (probabile) declino dell'era industriale, non credi che le cause vadano ricercate fin dal principo di questa era? E forse anche prima?

Magari non dici castronerie ma assumi arbitrariamente epoche e fatti senza apportare motivazioni, cuando invece c'é una conformitá nel collocare l'inizio dell'era industriale a cavallo fra la fine del '700 inizio '800, e guarda caso la prima banca autorizzata dal governo ad emettere valuta di corso legale nasce nello stesso periodo.

Invece secondo te i problemi nascono nel secondo dopoguerra... e le due guerre mondiali che ci sono state prima sono irrilevanti e non relazionate con il prima e il dopo?

Non condivido neanche l'enfasi che poni nel separare le cosidette civiltá locali dalla nostra civiltá globale, ai tempi dei sumeri, egizi, greci, maya il mondo era, per loro, globale, ne piú ne meno che ai nostri giorni. L'Impero Romano, una delle civilizzazioni piú estese e longeve della storia dell'umanitá forse non operavano su un piano globale? Certo, non andavano in America o Australia perché al tempo questi continenti, per loro, non esistevano.

Come vedi mi prendo la briga di metabolizzare i tuoi scritti e rispondere in forma ragionata, stando nei mie limiti ovviamente. Piuttosto, il video sul denaro l'hai guardato o no? Parla anche di risorse.

#57 Bernardo, se un imprenditore ha un debito con la banca cerca di pagarlo e basta, contrarre un debito per pagare un altro debito é una assurditá.

Studiando un pó di piú il tema della creazione del denaro ci si rende conto che un debito puó forse essere pagato a livello individuale (l'imprenditore) ma sempre a discapito di qualche altro soggetto, il saldo completo dell'interesse in un sistema chiuso quale é il sistema bancario moderno é impossibile, ci sará sempre qualcuno con un debito attivo e pagabile solo nella misura in cui aumenti costantemente il denaro, ovvero il debito. L'unica entitá che non perde mai in questo gioco é la banca o meglio i suoi azionisti.

Se andiamo a livello di stati effettivamente ci troviamo con la stessa situazione, un debito pubblico impagabile e sempre crescente, ma la domanda da porsi é questa: perché uno stato delega la creazione del denaro a istituti bancari privati, che esigono un interesse, e poi si indebita con gli stessi invece di gestire direttamente il procedimento e incamerare (e reinvestire) gli interessi?

63
25 Gen 2008
alle 12:47

Bernardo Mattiucci

Io avrei un commento molto lungo da postare, ma per ora mi astengo perche' andrei a toccare in un solo colpo il Vaticano, gli Ebrei, i Politici tutti e l'ignoranza della gente. E credo che farlo in un solo colpo sia troppo! Anche per uno che sfida continuamente la sorte... come me!

62
25 Gen 2008
alle 11:31

Paolo B.

A mio parere questa sarà la crisi perfetta.

A differenza di tutte le altre nella storia dell'umanità, quelle che hanno prodotto il crollo di civiltà locali, che siano state demografiche, economiche, della dirigenza politica, climatiche(e quindi alimentari), questa a cui andiamo incontro è planetaria(o globale) e raggruppa in sè tutte le componenti che ho elencato sopra.

Ma la causa prima che ha scritto in modo indelebile nel futuro del genere umano, a partire dal secondo dopoguerra, l'epilogo recessione economica globale, è stata la sottomissione totale alla ideologia del profitto ad ogni costo, attuata mediante il modello economico neoliberistico.

L'Europa si è tagliata le p...e grazie alla seconda guerra mondiale passando il pallino del comando economico ai turbocapitalisti Stati Uniti(e alla loro appendice nel vecchio continente, l'Inghilterra).

L'Occidente ha vissuto per oltre 60 anni al disopra della capacità di carico del pianeta ed ora questo ci sta per presentare il conto.

L'esplosione demografica, l'entrata in scena, sul fronte dei consumi, di Cindia e le sporche speculazioni finanziarie globali(subprime docet!) non hanno fatto altro che avvicinare l'inizio della grande recessione.

Se poi qualcuno non riesce a metabolizzare questa mia mail, sono affari suoi, ma non mi sembra di aver detto delle castronerie...

61
25 Gen 2008
alle 10:48

Debora/Crisis

Che devo dire? Quoto Pietro. La crisi c'è, e tutti ne siamo consapevoli. Ciascuno di noi ne vede una causa: chi il petrolio, chi l'economia, chi la politica... e ancora non sono capitati qui i "climatici"!

La questione è proprio che questa è una crisi, appunto, sistemica: tutte le mille componenti del sistema globale in cui viviamo ne sono in parte responsabili. Una tempesta perfetta. E il salto di paradigma che tutti noi dobbiamo fare comincia col prendere atto di questo.

60
25 Gen 2008
alle 10:26

Pietro/Crisis

Ragassuoli: Avremmo voluto partire a modino con una bella lista della Lavandaia ( per forza di cose... ;o) ) delle rogne prossime venture.

Ma,manco a dirlo, non è che il mondo sta qui ad aspettare noi.

Una cosa vorrei dire: Un blog come Crisis NON ha senso se NON accettiamo un dibattito, come su sol dire, ampio.

Non ci sono precedenti, creod che siamo tutti d'accordo su questo all'epoca storia che stiamo vivendo, alla magnitudine delle crisi che astiamo attraversando.

NON si può in ogni caso ridurre tutto al petrolio o all'economia o alla demografia o alla politica. TUTTO si lega in un modo complicato ed affascinante ( almeno a vederlo da un pianeta lontano) ma, sopratutto, tutto da scoprire. Deponete le armi, insomma ragassuoli e non siate delusi che IO e Deb non abbiamo tirato fuori la nostra ricetta magica. Il motivo è molto semplice: NON ce l'abbiamo, la ricetta magica: Vogliamo esplorare, indagare, cercare di capire, discutere, analizzare, riflettere, possibilmente con coraggio ma senza troppa acrimonia. COn calma e pazienza i "memi" più robusti ed attrezzati emergeranno, come è successo, finora, nella storia del'uomo.

La mia unica, principale, pressante, speranza è che prevalgano memi costruttivi su quelli distruttivi.

Checche' ne dica la visione teleologia dominante della storia che ci hanno insegnato a scuola, non esite, infatti, l'obbligo dell Happy-end, anzi. 

Già riconoscere, capite bene, che  C'E' una CRISI è un passo avanti ENORME, vista l'aria di rimozione freudiana che tira in giro...

59
25 Gen 2008
alle 09:45

Bernardo Mattiucci

Dido... se un imprenditore ha un debito nei confronti di una banca, l'unico modo che la banca ha per permettere all'imprenditore di risollevarsi e' fargli altro credito.... ma cosi' facendo si permette ad un debitore di indebitarsi ancora di piu' col rischio di non riuscire piu' a tornare in pari.
E' purtroppo cio' che e' avventuo a livello praticamente mondiale con le grandi societa'... come FIAT che ha accumulato un debito di miliardi di euro o quello che e' e... nonostante tutto, propaganda chiusure di anni in netto attivo! E' un controsenso nato dall'economia creativa questo... che non considera i soldi che vanno versati annualmente per pagare il debito e gli interessi...

L'azienda risulta risanata e viaggia a gonfie vele... ma in realta' e' un malato cronico in agonia!

Questo discorso, ingigantito a livello di interi stati, porta ad avere un debito pubblico che molto difficilmente puo' essere risanato. A meno che non si adottino strategie d'attacco simili a quelle adottate dall'Argentina o dalla Russia!

Ricordiamoci che meno di 10 anni fa la Russia riceveva fondi di sostegno dai rivali Stati Uniti.... era sull'orlo del fallimento piu' totale... ma ora e' invece una nazione forte e robusta... senza debiti e con progetti di sviluppo in ogni campo da fare invidia anche ad Hollywood! 

58
25 Gen 2008
alle 00:29

dido

Diciamo che la prima parte del tuo discorso l'ho capita, ma poi mi sono perso. Credo, in parte anche per colpa mia, che siamo andati un pó fuori dal seminato, banche mondiali e prestiti internazionali per ora non ci riguardano in questo tema.

Qui lo spunto del post é la crisi creditizia, che stá diventando crisi di solvenza, innescata dal fenomeno subprime uscito allo scoperto per via dello sgonfiaggio della bolla immobiliare. Bolla a sua volta causata dalle banche centrali e dalla loro politica di imposizione dei tassi di interesse troppo bassi che hanno invogliato l'accesso esagerato al credito 'facile'. Fino a qui é grosso modo quanto espone Pietro nel post originale e successiva chiarificazione.

Ma leggendo i commenti appare abbastanza chiaro che il tema trattato e le implicazioni relazionate hanno lasciato un pó perplessi i lettori, a mio parere Pietro salta a piedi pari nel nocciolo della questione e forse sarebbe stato utile introdurre il tema partendo dalle basi, ma ovviamente io non posso sapere quali sono le sue intenzioni.

In ogni caso ripropongo la visione di questo video, l'ho rivisto e mi pare abbastanza adeguato come introduzione, questo non vuole dire che io comparta tutto quanto viene affermato nello stesso.

http://video.google.it/videoplay?docid=7573386640870085893

57
24 Gen 2008
alle 20:58

Bernardo Mattiucci

Dido, sinceramente parlando.... quando uno ha un debito nei miei confronti ed io so per certo che non riuscira' MAI a pagarlo... visto che aumenta ogni anni.... io preferirei un bel colpo di spugna e si ricomincia da zero.... o almeno il congelamento, cosi' il debitore in questione avrebbe una boccata di ossigeno e potrebbe iniziare una nuova fase di investimenti che potrebbero portare nelle mie tasche di creditore nuovo e insperato denaro!

Ma qui si parla di banche mondiali, formate dalle principali istituzioni che a livello mondiale comunque sono sull'orlo del fallimento a causa del prestito sconsiderato che hanno fatto.... per cui... perche' rispettare il debito nei loro confronti visto che loro stessi non rispettano quello con gli altri e con noi stessi?

Il giro, se uno ci pensa bene, alla fine si chiude... e' solo che e' molto lungo e non sempre e' semplice tenerlo a mente! 

56
24 Gen 2008
alle 17:00

M.Persico

''ma se nel mondo gli stati che non hanno un debito nei confronti di qualche altro stato si contano sulle dita di una mano (una e' certamente la Russia), gli stati che hanno questi debiti...''

Ho trovato questo interessante articolo al riguardo 

http://www.espressoweb.ru/it/03-04/e6-68i.html

55
24 Gen 2008
alle 16:39

dido

Ma approfondendo maggiormente Bernardo, che cos'é un debito? Perché le nazioni del terzo mondo hanno un debito con il primo? E chi perderebbe se si cancellasse seduta stante questo debito? Che cosa si perderebbe? E cosi via...

Comunque, il debito gli stati l'hanno contratto con le banche, ed é alle banche che devono (dobbiamo, perché lo stato siamo noi) rimettere un debito impossibile da pagare. Pertanto la fine ultima é il fallimento.

54
24 Gen 2008
alle 15:54

Bernardo Mattiucci

Nel blog petrolio ci siamo lanciati piu' e piu' volte, io in primis, sulle ripercussioni che avrebbe la mancanza dell'oro nero, nella vita di tutti i giorni. Abbiamo visto come questa mancanza avrebbe ripercussioni sull'agricoltura e il cibo, sulla sicurezza, sul trasporto privato e su cio' che noi, come razza, consideriamo "beni di consumo". Ma soprattutto abbiamo visto che la mancanza dell'oro nero porterebbe ad una riduzione dell'energia procapite disponibile con la conseguenza di una netta riduzione del tenore di vita.

E l'economia?

Lo spettro della Recessione che negli USA si sta trasformando sempre piu' in CERTEZZA, viene da lontano e basa la sua origine proprio sul fatto che a muovere il tutto e' stato il consumismo piu' sfrenato.... causa e cura di una malattia cronica che io chiamo "inapplicabilita' delle tecnologie sviluppate".

Sempre a causa del DIO DENARO, del PROFITTO AD OGNI COSTO e dell'assoluta necessita' di LIMITARE LA LIBERTA' ALTRUI, la razza umana ha raggiunto traguardi nella scienza e nella tecnica assolutamente unici.... sviluppando tecnologie innovative da tutti i punti di vista. Ma che fine hanno fatto?

Semplice....: sono state accantonate!

Quante volte vi e' capitato di leggere del motore ad acqua... o dell'energia di punto zero.... o della fusione fredda?

Non per scendere nei particolari, ma qui si continua a puntare e proporre investimenti multimiliardari per lo sviluppo tecnologico quando sarebbe estremamente semplice e di gran lunga piu' economico puntare sull'applicazione nella vita pratica delle tecnologie gia' sviluppate e ampiamente dimostrate!

Il problema reale e' che non siamo piu', in gran parte, esseri umani... siamo dei robot sensienti.... che fanno uso di energia elettrica e che non ne possono fare a meno. L'unica differenza che ci separa da un robot e' la nostra capacita' di pensare... ovvero quell'intelligenza che tanto decantiamo e che non riesce a renderci indipendenti dal petrolio e dall'energia di cui abbiamo cosi' tanto disperatamente bisogno.

Oggi ci ritroviamo con un sitema mostruosamente accartocciato su se stesso. Un sistema che fa uso di denaro... Un sistema che non puo' implodere perche' cio' causerebbe la fine della nostra era. Ma contemporaneamente un sistema che, per sopravvivere, ha bisogno di un flusso praticamente infinito di denaro che nessuno ha!

E' stato fatto l'esempio dell'argentina e del Fondo Monetario Internazionale... Ma a questo proposito io mi chiedo....: ma se nel mondo gli stati che non hanno un debito nei confronti di qualche altro stato si contano sulle dita di una mano (una e' certamente la Russia), gli stati che hanno questi debiti... con chi li hanno? con altri stati che a loro volta hanno un debito con loro?

A me sembra che in fondo in fondo ci sia solo un grandissimo problema di burocrazia economico-finanziaria e null'altro!

A ha un debito con B che ha un debito con C che ha un debito con D che ha un debito con ...... Z che a sua volta ha un debito con A! E cosi' il cerchio si chiude. Tutti teoricamente hanno un debito e tutti stanno per collassare... ma in realta' nessuno deve pagare niente perche' e' creditore di qualcun'altro!

Boh! Forse sono fin troppo semplicistico! 

53
24 Gen 2008
alle 15:50

Paolo B.

Antonello, se tutti i nuovi arrivati qui avessero un approccio civile con gli altri non ci sarebbe alcun problema di convivenza.

L'importante è non cercare di imporre il proprio punto di vista attaccando quelli che non la pensano allo stesso modo.

Mi sembra relativo individuare la linea di questo blog perchè a mio avviso civilmente si può discutere di tutto.

Anzi, è bene che l'approccio alla crisi sia condotto sotto tutti gli aspetti possibili...

52
24 Gen 2008
alle 15:00

Antonello

Secondo me il problema di questi "litigi" nasce dal fatto che NON è stata definita in modo chiaro la linea di questo blog. La mia prima impressione è che qui si dovrebbe discutere ad ampio raggio degli effetti della crisi (causata dalla limitatezza delle risorse energetiche fossili) da un punto di vista soprattutto politico ed economico.

Per il resto chiedo a Pietro e Debora di chiarire meglio la cosa o questo blog avrà una vita molto tormentata.

51
24 Gen 2008
alle 13:53

Paolo B.

dido, non sei divertente.

Vabbè, prima o poi ti calmerai sul versante critiche, tanto se non lo fai, in questo blog non duri.

Per tua informazione, da questo momento non leggerò più le tue mail... 

50
24 Gen 2008
alle 12:46

dido

Grazie Stefano, lo so che sei in buonafede, solo ti punzecchiavo un poco :-D

49
24 Gen 2008
alle 12:39

dido

Seriamente adesso, se questo blog segue la tendenza di quell'altro, e mi dirigo ai gestori, dove i commenti al post parlano di tutto meno che del post non mi interessa partecipare. Il post parla di crisi finanziaria e non vedo perché inquinarlo con le costanti referenze al petrolio causa di tutti i mali del mondo. Anzi, se c'é qualcosa che é veramente universale e che provoca ingenti danni in tutto il mondo é proprio il denaro.

Gradirei veramente si chiarisse la linea guida del blog, visto che non mi piace mi si faccia passare per fesso se parlo di denaro in un post dedicato alla crisi finanziaria in un area dedicata alla economia.

Bernardo, il denaro di cui si parla non é la cartamoneta con cui si compra il pane, ma é tutto un sistema, a mio avviso diabolico, che ci sottrae le risorse dalle nostre tasche. Mettersi a parlare di finanze senza conoscere i presupposti del mondo bancario mi pare poco utile, ma voi sapete che l'ammontare della massa monetaria supera di mooolte misure la quantitá di beni che si possono comprare? Ma voi sapete che in Argentina granaio ed allevamento del mondo per definizione, la gente moriva di fame mancando la capacitá di acquisto? E il paese esportando alimenti per pagare debiti impagabili?

Il problema é molto piú complesso che non una semplice mancanza di risorse, altrimenti non si spiega perché, in questo secolo di abbondanza e ricchezza, la gente moriva e muore di fame.

 

48
24 Gen 2008
alle 12:32

Stefano

@ dido #46

divertente.

perdonato.

;-P

47
24 Gen 2008
alle 12:20

M.Persico

''La crisi finanziaria(non quella economica) è secondaria perchè è sempre il re petrolio l'attore principale.''

Vero, sopratutto se analizziamo non solo il petrolio ma tutte le materie prime, in costante aumento. E' pur vero pero' che la crisi finanziaria mette il dito nella piaga, infatti meno credito disponibile rappresenta un problema per tutti. Se anche ho una piccola azienda che con la borsa non centra niente, ma per chiedere un prestico, lising, o fido; ho dei problemi, questi si riverseranno su mio lavoro.

In Italia (unico paese al mondo) si emettono fattute a 120 giorni, e questo ha dato molto spazio alle imprese che in pratica si prestano i soldi a vicenda spostando i pagamenti. Questo avviene in minima parte all'estero, ed e' nullo in USA (a quanto mi risulta), per questo e' molto grave una crisi del credito li, tanto da allarmare tutti le borse mondiali.

Se anche le risorse fossero infinite (e non lo sono), il problema economico rimarrebbe; infatti senza i grossi consumi USA l'economia mondiale ne risente. La congiuntura con gli alti prezzi delle materie prime rende lo scenario apocalittico.

46
24 Gen 2008
alle 12:18

dido

Signor Stefano, io non mi accanisco contro il signor Paolobi, semplicemente faccio uso della mia facoltá di scrivere un commento su un blog aperto ai commenti del pubblico. Nella textbox che sto utilizzando a questo scopo non vi é la dicitura "Scrivi un commento badando che questo sia in sintonia con il pensiero unico della fine del petrolio, e ricordati di santificare i veterani" bensí, semplicemente, "Scrivi un commento", e se io ritengo di commentare sulla banalitá del monopensiero Paolobiano non vedo perché astenermi.
Il signor Paolobi é sempre libero di richiedere l'annullamento del mio noviziato ed impedirmi cosí di ascendere alla veteranía.

Per quanto riguarda la fine delle risorse, coincido con lei, apparentemente non sembra essere il fattore scatenante della crisi in corso ma probabilmente sará il fattore limitante che impossibiliterá una effettiva ripresa del sistema instaurato e, oso dire, imposto nel corso degli ultimi secoli. Ma la effetiva decadenza non sará in tempi brevi.

Il raddoppio del prezzo del petrolio é un fattore assolutamente risibile in questo contesto, in quanto il prezzo é qualcosa di assolutamente relativo, contingente ai tempi che corrono e soggetto ai bizzarri andamenti del mercato. In uno scenario deflattivo e stagnante, con industria paralizzata, la teoria del peak oil perde rilevanza in quanto tale.
Peraltro, e a scanso di equivoci, confermo la mia appartenenza alla chiesa dei picchisti, il petrolio é una risorsa finita e in quanto tale finirá prima o poi, fesso chi afferma il contrario.

Distinti saluti

45
24 Gen 2008
alle 12:04

Bernardo Mattiucci

Qui si inizia a parlare fin troppo spesso di DENARO, ma cos'e' il DENARO?

Quando c'era il BARATTO, per comprare un chilo di pane dovevo portare 1 chilo di farina.... oppure un litro di latte o quel che era.

Oggi si usa il DENARO... che altro non e' che un modo piu' semplice per RENDERE DISPONIBILE ALTRE RISORSE SENZA PORTARSELE APPRESSO.

A livello GLOBALE cosa sta succedendo in questo periodo?

1) la risorsa piu' scambiata a livello mondiale, il petrolio, si sta esaurendo a ritmi epocali. Non sta finendo ma e' sempre piu' difficile estrarla e presto non sara'  piu' conveniente farlo... perche' per estrarre 1 barile di petrolio, presto si arrivera' a consumarne 1 equivalente di petrolio! e spenderne 1 per estrarne 1 e' inutile!

2) a livello alimentare, negli ultimi 30/40 anni abbiamo trasformato la produzione agricola da "naturale" a "meccanizzata" a "industrializzata" facendo un uso sempre piu' frequente e TOTALE di petrolio e suoi derivati al fine di massimizzare la produzione e minimizzare lavoro e costi!

3) lo sviluppo tecnologico cui abbiamo assistito negli ultimi anni hanno migliorato la nostra vita in tutti i sensi, ma ci hanno reso "schiavi" dell'energia e delle risorse del nostro pianeta, senza le quali siamo ormai incapaci di fare tutto!  E le risorse del nostro pianeta le riusciamo ad estrarre, ai ritmi attuali, solo con l'uso del petrolio!

Ergo... la fine del petrolio a buon mercato portera' ad una drastica e repentina diminuzione GLOBALE dei prodotti alimentari e delle risorse naturali di cui ha bisogno la nostra industria per, ad esempio, ovviare al problema energia/petrolio!

A peggiorare il quadro della situazione ci si mette anche il risultato dell'industrializzazione selvaggia degli ultimi 50/100 anni... ovvero l'effetto serra!

Questo problema, molto sottovalutato a causa dell'eccessivo menefreghismo della stragrande maggioranza della popolazione mondiale, sta gia' provocando una riduzione drastica e GLOBALE dei prodotti agricoli di primaria importanza. Riduzione delle produzioni dei cereali dell'ordine del 40-50% in diverse aree del globo... stop alle esportazioni per gli anni 2008 e 2009 per quelli che fino al 2006 erano considerati i granai del mondo.... inondazioni e siccita' che si alternano in varie altre zone.... sono tutti problemi SERI che stanno mettendo a dura prova la produzione alimentare mondiale. E la gente non se ne rende conto.... perche', appunto, ha il DENARO con il quale puo' permettersi di acquistare il grano prodotto in australia e che solo occasionalmente viene venduto in nord america!  (e' solo un esempio)!

Ma la mancanza di denaro e' solo una conseguenza della mancanza di altri prodotti in giro per il mondo... e non un problema PRINCIPALE. Il denaro e' frutto di produzioni ed esportazioni... e se i paesi non producono... non esportano e non hanno denaro!

Credo sia meglio, comunque, analizzare il periodo in cui viviamo a livello MONDIALE e non locale!

44
24 Gen 2008
alle 11:36

Stefano

Dido, leggi bene: "la scarsità di risorse è uno dei fattori che la rendono unica e su scala mondiale"

ovvero sarà il fattore che probabilmente renderà difficile/impossibile il ritorno alla "normalità"

e su questo blog, figlio neonato di "Petrolio", questo è un dato di fatto riconosciuto e metabolizzato

p.s. anche "amico" è una parola grossa

p.s.2 sai che il petrolio ha raddoppiato il prezzo nel giro di un anno?

p.s.3 continuo a non capire il tuo accanimento contro Paolo.B

43
24 Gen 2008
alle 11:33

Paolo B.

dido, se hai problemi nel metabolizzare il mio pensiero evita di leggermi, così eviterai di continuare a criticarmi(non sai fare altro?) ed io eviterò di risponderti a tono.

Sarà meglio per entrambi, credimi.

Questo blog è legato intimamente a petrolio.blogosfere e non a qualche blog squisitamente di tipo finanziario, o non te ne sei accorto?

La crisi finanziaria(non quella economica) è secondaria perchè è sempre il re petrolio l'attore principale.

Ultimo consiglio: ascolta il buon Stefano, sia in veste di moderatore, sia sulla crisi globale, evento senza precedenti nella storia dell'umanità....

42
24 Gen 2008
alle 11:18

dido

Allora, amico Stefano, vivo in un paese dove c'é abbondanza di petrolio, mattoni e cemento, e questa abbondanza era piú che palese fino allo scorso agosto, ed io lavoravo tranquillamente e non avevo problemi a comprare il pane fino allo scorso agosto, da un decennio perlomeno la cosa funzionava in questo modo.

Visto che non credo che da un giorno all'altro si sia esaurita la scorta e produzione di beni e risorse, perché da agosto il mio lavoro é caduto in linea retta? Non c'é scarsita di risorse, anzi, c'é sovrabbondanza delle stesse, ti garantisco che nel mio magazzino non mancano i materiali, ma mancano i clienti perché? C'é una inusitata abbondanza di denaro nel mondo e di energia e di risorse, e allora perché si ferma la economia? Cosa c'entra la scarsitá di risorse, che non nego in termini assoluti, con la situazione che stiamo affrontando?

41
24 Gen 2008
alle 11:06

dido

Sono spiacente di inondare il blog con post ripetuti, peccato non si possa editare, ma questo PaoloBi é veramente spiazzante e ci metto un poco a metabolizzare i suoi post.

Non che sia molto rilevante ma quando dici che questo non è un blog che tratta di sterili problematiche finanziarie ti rendi conto che é ospitato nella sezione economia e finanza di blogosfere o parli per parlare?

40
24 Gen 2008
alle 11:05

Stefano

@ dido

Vero quello che dici: le crisi che abbiamo visto fino ad ora si sono verificate nell'era industriale con abbondanza di risorse.

ma la crisi che si prospetta è GLOBALE, e la scarsità di risorse è uno dei fattori che la rendono unica e su scala mondiale

p.s. "fratello" è una parola grossa. evitala.

non sono arbitro di niente e nessuno, ma è palese che tu ti sia scagliato in modo aggressivo contro Paolo B.: ti ho semplicemente chiesto di evitare questi toni..

ciao

39
24 Gen 2008
alle 10:55

dido

P.S. riguardo al post #37 sprizzo gioia da tutti i pori, perlomeno sono riuscito a farti i mettere i puntini sospensivi all'inizio della frase invece che alla fine. Sará mica un segno di cambiamento? :-D

P.P.S.S Per certo Paolo, io non mi considero affatto detentore della soluzione, anzi, sono convinto che la soluzione non esiste.

38
24 Gen 2008
alle 10:47

dido

Stefano, fratello, Io sono calmissimo, ma a te chi ti ha fatto arbitro?

A Paolob vorrei dire, in primo luogo, che il collasso per mancanza di risorse si distribuisce, storicamente, su un lasso di tempo generalmente lungo, che copre varie generazioni. E questo lo vediamo studiando le civiltá che ci hanno preceduto, d'altro canto riconosco che una civiltá di queste dimensioni e questa complessitá mai é esistita e quindi diventa difficle stabilire ritmi e modalitá della crisi incombente basandosi sul passato. Ovvero, banalmente e in poche parole, il futuro é per definizione imprevedible.

Invece le crisi economiche si verificano in un lasso di tempo molto piú corto e di queste abbiamo giá una certa esperienza e tutte si sono verificate nell'era moderna industriale e in condizioni di abbondanza di risorse. Quando domani andrai a cercare alimenti, che a tuo modo di vedere, scarseggeranno per mancanza di risorse, ti renderai conto che in realtá gli alimenti non mancano, manca la tua capacitá di acquisto degli stessi.

Poi non ho capito come fai a determinare tu qual'é lo spirito di questo blog, che forse ne sei il gestore? La finitezza delle risorse naturali é un concetto facile da capire ed assimilare in quanto si relaziona con il mondo reale in cui tutti viviamo, invece le sterili problematiche finanziare (delle quali, per certo, tratta questo post) tendono a sfuggire alla maggioranza della popolazione, ed é proprio per questo che il sistema bancario ce lo mette nel culo a tutti quanti. Altro che petrolio. Altro che subprime. 

 

 

37
24 Gen 2008
alle 10:27

Paolo B.

...e se non ne sei capace almeno cerca di rispettare il pensiero altrui!

36
24 Gen 2008
alle 10:25

Stefano

dido, datti una calmata

35
24 Gen 2008
alle 10:15

Paolo B.

OK dido, grande detentore della conoscenza e della soluzione(?) della crisi.

Mi sa che il limitato sei tu che non vuoi renderti conto che la grande recessione non sarà causata dallo scoppio dei subprime ma per una vera e propria indisponibilità di risorse fisiche causata dal loro eccessivo consumo ad opera di una popolazione umana smisurata e in crescita.

Per inciso questo non è un blog che tratta di sterili problematiche finanziarie o almeno le tratta secondariamente.

Ragioni come un economista che non ha ancora cambiato il proprio processore mentale.

Entra nello spirito di questo blog...

 

34
24 Gen 2008
alle 09:52

dido

Vabbé allora secondo il maestro dei novizi tutto é giá spiegato e questo blog é inutile, chiudete dai.

Pensavo e speravo che la ben nota tendenza di vedere e interpretare tutto e tutti attraverso la lente (distorsionata) del (solo) peak oil non trovasse spazio su questo blog. E invece no.

Paolobi sei limitato, e suoni come un disco rotto. Il petrolio non é il problema, il petrolio é un acceleratore e magnificatore della corrente di pensiero che ci porta alla crisi, la crisi non nasce con la scoperta del petrolio o con l'esaurimento del petrolio, sono secoli che si stá gestando.

 

33
24 Gen 2008
alle 08:55

Paolo B.

La crisi ed i suoi effetti si possono riassumere in poche parole: l'era del petrolio, periodo di abbondanza alimentare e di risorse mai sperimentato prima dall'umanità nella sua storia, ci ha portato alla cifra terrificante di quasi 7 miliardi di individui sul pianeta.

Ora questa abbondanza è arrivata quasi al suo picco dopo il quale si trasformerà in disponibilità sempre più limitata di cibo e risorse in genere.

Ma la massa umana globale, per ora, continua ad aumentare.

Ergo...

 

 

 

32
23 Gen 2008
alle 22:34

Nosferatu

Da anni e anni immaginavo coloro che avrebbero avuto la fortuna di assistere al crollo dell'infernale sistema capitalista, pensavo sempre a tempi lontani e alla fortuna e alla soddisfazione di coloro che avrebbero assistito alla morte del grande Satana...mai mi sarei immaginato di assistervi IO, nei nostri tempi....che lussuria!

31
23 Gen 2008
alle 22:30

Nosferatu

Wow! Ma quando viene questo crollo! Non stravedo l'ora! Mi sento i brividi nella pelle come quando guardo un film horror!

30
23 Gen 2008
alle 22:22

dido

Ecco, per chi vuole approfondire il funzionamento del sistema bancario, in particolare la riserva frazionaria, questo video dovrebbe essere introduttivo e abbastanza illustrativo. Dico dovrebbe perché l'ho visto qualche mese fa e non mi ricordo esattamente come tratta l'argomento.

video.google.it/videoplay?docid=7573386640870085893
 

29
23 Gen 2008
alle 19:30

Bernardo Mattiucci

Credo che Dido ha colto nel segno nella sua risposta a Daniel.

Il problema e' la tecnologia fine a se stessa!

Come dicevo in un'altro commento.... "a cosa serve studiare i buchi neri?"... sprecare risorse per non ottenere nulla... se non, forse, qualche conoscenza da tramandare ai posteri dei nostri pro-pro-pro-nipoti... non serve a nulla.  Convincerci, come fanno in molti, che abbiamo ottenuto risultati strepitosi in ogni settore... abbiamo raggiunto traguardi della conoscenza fino a qualche decennio fa totalmente inimmaginabili, non serve a niente se non ad illuderci che abbiamo speso bene le nostre risorse. E invece ci ritroviamo ancora qui, dopo millenni di sviluppo ed evoluzione, a combatterci l'un l'altro per un tozzo di pane... (accadra' presto... non temete!)... o a litigarci l'ultimo KWatt di energia disponibile nelle poche centrali nucleari ancora funzionanti!

Questi sono i veri problemi che andrebbero affrontati. E ritorno sul film "Apollo 13", gia' citato dal sottoscritto qualche mese fa, sottolineando il fatto che i tecnici della NASA si sono ritrovati nella necessita' di alimentare ogni apparato VITALE con pochi i watt a disposizione erogati dalle batterie interne!  Oggi sta accadendo questo... i segnali sono evidenti... il sistema sta crollando perche' manca di robustezza nei pilastri principali che noi, con la nostra incoscienza, abbiamo sempre evitato di rinsaldare! Ed ora il nostro bel castello, alto ben 7 miliardi di individui, oscilla paurosamente ed emette dei rumori per niente rassicuranti!


Ecco.... cio' che bisogna fare e' prepararsi alla caduta... studiare il sistema ed imparare a capire quant'e che iniziera' la fine di tutto. Non e' impossibile sopravvivere... ma certamente bisogna essere pronti. I problemi piu' rilevanti si avranno a livello psicologico... rimettere in gioco le proprie certezze dall'oggi al domani puo' portare fin troppo facilmente alla follia!

28
23 Gen 2008
alle 18:58

paolo p

 THE FINANCIAL TSUNAMI

Ovvero: "Very good job Mr. Alan...." 

http://www.financialsense.com/editorials/engdahl/2008/0123.html 

Notate bene che i nomi sono sempre gli stessi (Goldman, JPMorgan, Citi etc.) 

 

27
23 Gen 2008
alle 18:46

dido

Daniel, mi pare fosse Einsten che disse una frase a proposito dell'impossibilitá di risolvere un problema usando le stesse modalitá che lo generarono. O qualcosa del genere.

Il problema é la tecnologia esasperata e fine a se stessa, non si tratta di esaurimenti degli idrocarburi o delle risorse minerarie o l'afflosciarsi delle bolle speculative, questi sono solo i sintomi e gli indicatori che segnalano il modello usato negli ultimi due secoli come erroneo.

Come giustamente si afferma in questo blog ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma colossale, e a mio parere la soluzione non arriverá dalla tecnologia, intesa anche come scienza, perché é la tecnologia la causa del problema.

Tapro, il denaro é debito ma anche credito, é lavoro accumulato ed é futuro, é una promessa e tante altre cose. In realtá non credo si possa definire pienamente il denaro in poche righe visto la sua natura sfuggente e la sua lunga evoluzione nel corso della storia.

Non saprei indicarti articoli in Italiano per approfondire il tema, salvo forse questo sito: www.sovranitamonetaria.org  che a quanto pare ospita una serie di documenti sull'argomento, ma non so dire sulla qualitá degli stessi.

 

 

26
23 Gen 2008
alle 17:55

Bernardo Mattiucci

Gonzalo, anche tu non sei molto diverso da me... ma vedi... ho letto il tuo intervento nel blog petrolio gia' altre volte.... e dovresti ormai conoscere a memoria il mio pensiero. Non si puo' neanche lontanamente pensare ad una economia di esportazione AGRICOLA per un paese nel quale l'acqua e', forse, il piu' drammatico dei problemi che ci affligge!

Forse ho una certa predisposizione a vedere il problema da tutti i punti di vista... ma a me sembra che i ragionamenti come il tuo (quello dell'articolo da te citato) si basino su una visione poco reale della realta'!

Qui non c'e' solo il problema PETROLIO = TRASPORTO PRIVATO

Qui i problemi sono essenzialmente raggruppabili in 3 macro-categorie:

1) alimentare: ovvero senza petrolio la produzione agricola mondiale si riduce drasticamente

2) sanitario: ovvero senza petrolio ci saranno seri problemi al settore sanitario... con carenza di medicine e impossibilita' di effettuare tutta una serie di interventi/cure/analisi ecc... ecc... (gaza in questi giorni ne e' un valido esempio)

3) sicurezza: senza petrolio e quindi energia, molte attivita' semplicemente si fermano e la gente, non avendo piu' nulla da fare, si lascera' trasportare dalla malavita e dall'egoismo fino a sfociare in quella che diventera' una grande guerra... combattuta tra la povera gente e coloro che hanno ancora qualcosa (ma non a livello di soldi... perche' non serviranno a niente).

 

Tu nell'articolo proponi qualcosa di assolutamente "futile"... perche' basato sul concetto ECONOMICO di CONSUMO, ovvero cio' che sta crollando in questi giorni negli USA e che avra' ripercussioni in giro per il mondo!

Ergo... se non lo capisci da solo... non posso certo spiegartelo io che LA CIVILTA' UMANA, COSI' COME LA CONOSCIAMO, E CIOE' BASATA SUL CONSUMO DI BENI E RISORSE TRASPORTATE IN GIRO PER IL MONDO PER COLPA DELLA GLOBALIZZAZIONE, E' DESTINATA A FINIRE ENTRO BREVE TEMPO. E QUELLO CHE NE RESTERA' SARA' UNA CIVILTA' NUOVA... ARRETRATA SOPRATTUTTO A LIVELLO PSICOLOGICO E FONDATA SULLA PURA E SEMPLICE SOPRAVVIVENZA DELL'INDIVIDUO!

E a parte l'ultima frase, mia, il resto credo siano in tanti a ripeterlo su questi blog.

La cina continuera' ad esportare SOLO fino a quando ci sara' qualcuno che acquista i loro prodotti. E per acquistare quei prodotti, anche se scadenti e pericolosi, c'e' comunque bisogno di denaro... denaro che e' sempre meno disponibile e riservato ai generi di primaria necessita'!

 

per cui se voi neoborbonici intendete fare qualcosa... cercate di farlo a livello agricolo spingendo verso una coltivazione quanto piu' semplice e naturale possibile.... e, ovviamente, indipendente dal petrolio! 

25
23 Gen 2008
alle 17:07

Signor Raggio

Raimondo, la FED già le stampa le banconote!

24
23 Gen 2008
alle 16:48

Daniel - GenitronSviluppo.com

Complimenti innanzitutto per l'interessante tema del blog.

Personalmente ho iniziato ad interessarmi di sistemi e problemi economici leggendo qualche poesia di Ezra Pound, successivamente ho avuto modo di incontrare il prof. Auriti (ricordavate del Simec?) ed ultimamente il prof. Bellia.

Il tema caldo della crisi è davvero in questi giorni altisonante e fa perno sui sentimenti catastrofici tipici di una psicologia americanizzata (occidentale). Ad iniziare con il picco del petrolio attraverso i vari problemi di liquidità, ad oggi con i nuovi crolli della borsa.

E sicuramente ha fatto bene Pietro a ricordare dei problemi passati accaduti in Argentina ...

Personalmente ritengo questo un periodo di forte destabilizzazione, in cui i poteri forti vanno delienando il nuovo assetto futuro, una sorta di periodo di stallo. Nemmeno ce ne accorgiamo ma ogni giorno importanti scoperte in ambito scientifico potrebbero veramente cambiare il modo di vivere, soprattutto quelle riguardanti il settore energetico; ricordiamo inoltre il fatto che a proposito gli USA negli ultimi anni hanno lanciato una corsa all'acquisto di brevetti di questo tipo frenando così il progresso tecnico verso nuove forme di energia. 

Ma tutti i nodi vengono al pettine forse e il sistema marcio in partenza rischia di essere fagocitato da sè stesso.

Resto fiducioso da una parte per un asse Euro-asiatico ... e con gusto ricordo la scena finale di Figth Club.

 Buon lavoro a tutti!

Daniel - GenitronSviluppo.com 

23
23 Gen 2008
alle 16:28

tapro

#14 Il denaro è debito.. allora a me va benissimo, visto che non ne ho.

E io che pensavo che il valore del denaro si basasse sul lavoro.... lo so, sono un povero illuso idealista, oggi il lavoro conta zero.

A parte le battutacce, era chiaro che la misura della FED era di emergenza, per non far entrare nel panico gli investitori americani.

Stavolta gli è andata bene, ma prima o poi dovranno fare i conti con il panico.

 

 

22
23 Gen 2008
alle 16:10

Pierluigi

Al momento in cui scrivo, l'interesse sui titoli di stato americano (praticamente i BOT) sono finiti sotto il valore del tasso di inflazione USA.

Capito che significa? Credo che fra poco vedremo il deficit USA esplodere come una supernova, dato che proprio nessuno, a meno di non volere appositamente perdere denaro per tenere su gli Stati Uniti, vorra' comprarne mezzo.

Non si puo' tirare troppo una leva, specie in questo modo, senza far saltare quanche pezzo di macchina altrove e far un danno peggiore di prima. Sono ancora indeciso se ci sara' una deflazione stile giapponese dal passo decennale (si chiama grande depressione) o si inneschera' solo la stagflazione.

Di certo, sara' un brutto cammino almeno fino al 2011

Saluti 

21
23 Gen 2008
alle 16:07

Gonzalo

Complimenti a Mattiucci per il dialogo, ma forse il signore in questione è un superesperto, meglio non obiettare, si rischia di fare brutte figure.

20
23 Gen 2008
alle 15:45

Pietro/Crisis

che uomo saggio ed illuminato

8o))))

 

 

19
23 Gen 2008
alle 15:38

MAssimo

Pietro e Debora, avete iniziato con un pugno nello stomaco. Potevate dire : sai il gattino è salito sul tetto ... saltava qui è la' ... si è distratto un poco  ... è scivolato giù ... si è unghiellato al ramo di un albero ...

Insomma raccontala piano piano piano, con delicatezza, invece di dire di brutto: il gatto è morto!

nun ce sta speranza per noi poveretti 

ok! andate avanti così ;-)

mdc  

18
23 Gen 2008
alle 14:52

Stefano

he, he.. è stato proprio "best before" di benetazzo a rovinarmi l'estate e a portarmi sul blog di petrolio... ;-)

 

17
23 Gen 2008
alle 14:51

gp

ma perchè nessuno parla mai di geotermia di terza generazione? considerando che l'Italia sarebbe incredibilmente avvantaggiata?

date un'occhiata

http://blogs.it/0100206/categories/peak/2007/02/22.html#a6464

16
23 Gen 2008
alle 14:50

kzpaul

Raimondo bravo !!, avevo già segnalato Eugenio nel blog petrolio, alcune sue affermazioni sono proprio lungimiranti !!!

15
23 Gen 2008
alle 13:33

Raimondo

Sapevate che c'è un 'tizio' del vicentino che si chiama Eugenio Benetazzo che ha scritto un libro "Best-Before" e che da un paio d'anni sta dicendo da tutte le parti (TV, giornali, conferenze) "State attenti perchè si sta avvicinando una situazione come quella del '29". (trovate anche video su Youtube)

http://www.eugeniobenetazzo.com

Ai Blogger suggerisco di invitarlo a scrivere QUI.

DOMANDINA FANTASCIENTIFICA: Sarà mica che le banche americane vogliono avere per se quello che hanno già quelle europee (vedi bankitalia) e cioè la possibilità di stampare moneta?

14
23 Gen 2008
alle 13:25

dido

tapro, il denaro é debito, senza prestiti non c'é finanza. Il ribasso dei tassi ha lo scopo di impedire (di fatto ha impedito) il crack della borsa americana e allo stesso tempo permette al sistema bancario di tirare avanti ancora per consentire agli speculatori, quelli grossi, di realizzare i profitti.

Parlare di cura é una illusione, il moderno sistema finanziario che si é venuto a creare a braccetto con l'industrializzazione non si puó curare, l'unica possibile uscita é un crack mondiale e una gigantesca deflazione della massa monetaria importata dal futuro.

E si, ovviamente abbassare i tassi genera inflazione.

 

13
23 Gen 2008
alle 13:04

Bernardo Mattiucci

tapro, ho come l'impressione che hai colto nel segno!

e' come l'uso delle medicine... che si sa bene che non risolvono propriamente e completamente il problema... ma e' l'unica cosa che la medicina tradizionale conosce... e usa!

 

Gonzalo, non per fare polemica, ma leggendo l'articolo che citi sul tuo sito io denoto solo una totale mancanza di realismo... oltre che, purtroppo, la presenza di "paraocchi" che limitano il vostro sguardo sulla realta'!

Insomma.... forse non ti e' chiara una cosa.... la Cina l'abbiamo voluta noi... e vogliamo averla cosi' com'e'... perche' ci fa comodo e perche' temiamo che se la considerassimo per quello che effettivamente e', ovvero un paese SVILUPPATO e non  IN VIA DI SVILUPPO, i danni potrebbero essere maggiori. Ma considerare la Cina un paese che accetta di sedersi ad un tavolo di trattative e' altamente sbagliato! Loro hanno il potere... noi no! Loro sono gia' venuti nel nostro paese e hanno acquistato molte industrie, hanno sfasciato l'economia e reso l'italia un paese succube del loro mercato. Se il flusso di merci dalla Cina all'italia dovesse fermarsi per qualche motivo, in italia la recessione galopperebbe ancor di piu'!

In pratica, se non te ne sei accorto, l'italia non e' piu' un paese sovrano!

 

12
23 Gen 2008
alle 12:54

tapro

Anche io, da gnurante quale sono, mi faccio domande terra-terra come questa:

Ma abbassando i tassi non si alimenta ulteriormente il sistema di prestito selvaggio che ci ha portato alla crisi attuale?

è l'unica cura o è l'ultima inutile pompata in un palloncino bucato, che non fa che generare inflazione senza effettivi benefici?

 

11
23 Gen 2008
alle 12:45

Gonzalo

Salve a tutti,

complimenti per l'iniziativa.

Spero che questo nuovo blog sia davvero un punto di incontro per chi rifiutando le manie catastrofiste, ha la possibilità di dialogare nel tentativo di trovare soluzioni vere nel segno della speranza.

Cosa fare adesso che la crisi sistemica è iniziata?

Ecco la nostra ricetta che espongo brevemente nel mio articolo "C'è una speranza per il Sud" ma tutto il sito è improntato in quel senso.

Vi do il mio sito: www.neoborbonicisicilia.it e vi chiedo uno scambio di link.

 

10
23 Gen 2008
alle 11:07

Pietro/Crisis

Lo 0,75? E' uno sforzo ENORME per gli standard della Fed, toglie il 20% dello spazio di manovra in un colpo solo, ma è anche, data la magnitudine delel rogne, il classico pannicello caldo.

Il punto è che le banche hanno bisogno di VALANGHE di cash e non solo della tenuta dei mutui subprime. Ne hanno bisogno semplicemente per poter continuare la normale operatività.

Per rimanere al 1907, un buon modello in scala ridotta della situazione i cui ci troviamo, la mancanza di denaro fresco fece si che i tassi per i prestiti ( a breve mi sembra) arrivassero al 125% nel giro di pochi mesi. 

Negli Stati Uniti, attualmente il totale dei debiti contratti nell'anno è superiore al totale dei redditi dello stesso anno, nel momento in cui la crescita si ferma ( e li c'entra qualcosa anche l'aumento del costo del barile) il meccanismo di sgonfiaggio si innesca ed è difficile da fermare. 

In borsa si sta generando, ma questo è solo il mio parere, una bella bull-trap ( ovvero trappola per tori/rialzisti) che permette ai più avveduti degli operatori di filarsela senza troppi danni.

 Consiglio operativo: cogliete l'occasione, che potrebbe durare anche solo pochi giorni, e, se avete capitali investiti, sotto qualunque forma, riconvertiteli in liquidità, se potete.

In effetti, almeno nei prossimi mesi l'euro rimarrà una moneta forte, molto forte e quindi non c'e' da temere per una svalutazione galoppante.

Anzi. 

purtuttavia state anche in questo caso in campana.

SE si dovesse arrivare ad una crisi valutaria il meccanismo di difesa del sistema, collaudato nelle crisi precedenti in ogni parte del mondo, è sempre lo stesso: tirare giu' bandone sulle dita dei correntisti e farne entrare uno alla volta a ritirare una cifra prestabilita e bassa (nel caso dell'Argentinia se bnene ricordo erano 1000 dollari al mese).

ovviamente, manco a dirlo, queste sono solo considerazioni personali e come tali vanno prese

9
23 Gen 2008
alle 10:50

Paolo B.

Urge un'analisi targata Cataldo(in mancanza della lavandaia di Borgunto :-))...

8
23 Gen 2008
alle 10:23

max

anch'io gnurante, anch'io!

capire io grazie assai

7
23 Gen 2008
alle 10:12

Debora/Crisis

Io pure gnurante come Bernardo e Paolo, altro che guru... magari se arriva Pietro qualcosa ci dice... ;-)

6
23 Gen 2008
alle 09:52

Paolo B.

Da profano in materie economiche quale io sono, il provvedimento della FED dovrebbe servire a ridurre i tassi di interesse su prestiti e mutui(subprime compresi).

Insomma, a ritardare il big bang immobiliare, no?

Comunque gnurante come Bernardo sono... 

5
23 Gen 2008
alle 09:36

Bernardo Mattiucci

Quali sono le conseguenze del recente provvedimento della FED?

Vorrei saperlo in termini pratici dai GURU del blog e non dagli economisti....:D

 grazie!

(io gnurante in materia sono!) 

4
23 Gen 2008
alle 08:47

Paolo B.

Per ora la FED ha ridotto dello 0,75% il costo del denaro ridando fiato alle borse mondiali.

La BCE insiste ancora a non ritoccarlo verso il basso soffocando così le esportazioni del vecchio continente(povera Italia!) e tutti gli sventurati che hanno contratto mutui a tasso variabile.

Alla prossima colossale fase orso delle borse asiatiche(o di qualunque altra parte del mondo), che avverrà, Bernanke limerà ulteriormente il costo del denaro USA?

La nave continua ad imbarcare acqua e i comparti stagni scarseggiano sempre più.

L'epilogo globale è vicino...

 

3
22 Gen 2008
alle 23:11

Fulmun

Ti diro' dippiu', al momento sto lavorando negli Stati Uniti, sono qui da qualche mese e mi sono fatto un pochino un'idea. Qui tutto funziona sul debito solo che se da noi c'e' un limite al credito finanziato qui fino ad ora non c'era. Carte a credito illimitato....questo a generato un debito di proporzioni enormi, soprattutto durante le feste di Natale. Che succede se la gente non ha i soldi per pagare i debiti maturati con le carte di credito? Questa e' una delle preoccupazioni maggiori degli economisti al momento qui negli USA.

2
22 Gen 2008
alle 23:09

Fulmun

Ti diro' dippiu', al momento sto lavorando negli Stati Uniti, sono qui da qualche mese e mi sono fatto un pochino un'idea. Qui tutto funziona sul debito solo che se da noi c'e' un limite al credito finanziato qui fino ad ora non c'era. Carte a credito illimitato....questo a generato un debito di proporzioni enormi, soprattutto durante le feste di Natale. Che succede se la gente non ha i soldi per pagare i debiti maturati con le carte di credito? Questa e' una delle preoccupazioni maggiori degli economisti al momento qui negli USA.

1
22 Gen 2008
alle 20:07

Nicolò

Bell'articolo.

Per avere una visione più completa e per incamerare i concetti di riserva frazionaria e fiat money, indispensabili per capire come siano possibile queste continue bolle speculative, consiglio vivamente la lettura dell'articolo "Cos'è veramente l' "inflazione"?". Faccio anche gli auguri per l'apertura di questo nuovo blog. Un ottimo progetto.

Un saluto, Nicolò

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