Crisi sistemica e cambio di paradigma
Qualcuno anni fa ipotizzò una seconda fase della crisi globale, quella definita "scavenging". Ovvero, il recupero e riutilizzo dei prodotti della società dei consumi in una futura epoca di scarsità.
Altri sostengono che noi, almeno nei Paesi occidentali, abbiamo completamente perso la capacità di riutilizzare, avendo dimenticato le necessarie conoscenze low-tech.
Ebbene, le notizie paiono smentire chi non ha fiducia nelle capacità di adattamento umane, che durate millenni non si perdono per qualche decennio di vita comoda. Mentre tutti continuiamo a gettar via automobili come scarpe vecchie, in USA ci sono abilissimi ladri capaci di scivolare sotto le auto di un parcheggio, smontare la marmitta catalitica e filarsela in pochi minuti con un bel po' di marmitte sottobraccio.
Una marmitta è per noi un pezzaccio di ferro puzzolente. Cosa può mai attirare un ladro? Il platino, ad esempio: il 60% del platino mondiale finisce nelle catalitiche. E anche se la quantità è talmente minima da non aver mai fatto gola a nessuno, in un momento in cui la produzione di platino è piatta e la richiesta cresce del 14% all'anno ecco pronto chi riempie il gap tra domanda e offerta.
Naturalmente non è questo il modo più etico di riciclare, ma sta succedendo lo stesso con il rame. La rete ferroviaria europea è oggi vittima di continui furti di rame, e c'è chi racconta divertito di avere visto a Napoli dei negozietti con cartelli "vendesi rame"... non certo di provenienza mineraria.
Anche se non siamo ancora alla fase "scavenging", cominciamo ad assistere ad una prima convivenza tra la civiltà del consumo e dello spreco e piccole nicchie di recupero e riuso. Anche il mio elettricista (che come tutti i suoi colleghi è noto per disseminare cantieri di fili tagliuzzati) mi raccontava che ora recupera pazientemente tutti i pezzettini di prezioso filo di rame per poi rivenderlo e recuperare qualche soldo.
Qualcuno, insomma, comincia a non sprecare più. Peccato che, come sempre, questo accada solo quando si tocca il portafoglio.
Io vi batto tutti, con la mia lavatrice di 15 anni... dura perchè risale ancora all'epoca pre-obsolescenza programmata. Si è fermata solo una volta, ma sono bastate due martellate sulla pompa per far cadere il calcare ed è ripartita alla grande...
La mia ce l'ho dal 2000 e non ha mai dato problemi.
Speriamo che duri ancora molto.
Se almeno sapessi dove sono i cuscinetti a sfera in una lavatrice(nel motore?), farei tesoro del consiglio di M.Persico a cui chiedo indicazioni.
A domani...
Ecco una cosa che non c'entra, ma riguarda il reciclo:
Le lavatrici spesso si guastano per 1 motivo principale, i cuscinetti a sfera usurati. Quando sentite che la vostra macchina fa un rumore un po troppo forte, generalmente e' colpa proprio dei cuscinetti, 80% dei danni collaterali e' causato da questo problema. Ogni due anni cambiate i cuscinetti (li trovate a 6-7 € da un ferramenta), cosi' la lavatrice dura vweramente di piu', e non avete bisogno dei tecnici che costano cari.
Personalmente la mia lavatrice da 250€ e' in pista da 6 anni senza problemi (credo che durera' altri 6). Ne ho viste di macchine rompresi ed essere buttate per niente.
@DEB e Paolo B.,
Grazie dei complimenti.
Personalmete noi ci rivolgiamo a chi raccoglie il metallo per le colate continue. Vicino al mio paese c'e' una grossa azienda metallurgica, quindi lo smercio non e' un problema.
Continuo a pensare che M.Persico(e famiglia) sia un vero pioniere pre-crisi globale.
Da ammirare... e possibilmente da imitare se si può :-)
#5 # 7 # 8
Volevo capire se è necessaria una licenza per ritirare i materiali metallici. Dalle mie parti (Reggio E.) so di alcune cooperative sociali che, tra le altre attività, fanno di queste raccolte. Il normale cittadino può farlo per conto suo? Poi a chi si rivolge per "rivendere" il materiale?
Aggiungo una consuderazione.
Fino al alcuni anni fa le batterie venivano abbandonate lungo le strade, dovevi pagare per smaltirle.
Oggi le pagano sino a 5 euro sono scomparse dalle strade.
Mi risordo quando nel 1987 a la jolla (San Diego) i messicani raccoglievano le lattine per il refound di 5 cent, non facevi in tempo a finire la coca (cola!!!). Purtroppo la birra non si puo' bere in pubblico in USA diversanmente sai che business!!!
@5 ovvio che si, chi fa commercio di rottami ferrosi.
Fino a 40 anni fa giravano con il furgone nelle campagne per compratre ferro e cartone!!!
>Qualcuno, insomma, comincia a non sprecare più. Peccato >che, come sempre, questo accada solo quando si tocca il >portafoglio.
Perche' peccato, Debora? io vedo il lato positivo, che qualcuno in qualche misura (no furti pero'!!) incominci un po' a chiudere il ciclo. Lo fa per soldi? Si, sarebbe bello che tutti... idealmente... per uno scopo comune... Intanto si "ri"comincia a recuperare e "l'importante" e' questo. Dico "ri" perche' fino agli anni 70 era normale recuperare e riciclare (ricordo chi andava a cercare pezzi di ricambio per auto e lavatrici e frigo il sabato dai rottamai). In internet ci sono in preponderanza 'giovani' che non sanno e non possono ricordare :-)
M.Persico #3
Ma a chi lo rivendete? Esiste un canale legale per rivendere rame o altri metalli?
Carina questa cosa del recupero materiali col nonno, M.Persico. Sembrate i protagonisti di un racconto di quella fantascienza postapocalittica che andava tanto negli anni '50... ;-)
Io e mio nonno sono quasi 2 anni che raccogliamo rame e acciaio da rivendere, e' un bel introito tra le 700 e i 1000 al mese. Quindi non mi stupisco.
Al mio paese hanno rubato un intero tetto di una cappella del cimitero, era infatti di rame. Per il resto ci sono gia' bande di rumeni e albanesi che si aggirano per le discariche a raccogliere vecchi elettrodomestici e materiale vario.
Un suggerimento, i motori elettrici sono pieni di rame, basta smontarli e togliere gli avvolgimenti.
Mi piace immaginare gli scenari del mondo Cyberpunk, dove folli scienziati e medici/tecnici rovistano tra le discariche in cerca di parti meccaniche e tecnologiche per dar vita a grottesche creazioni. Nel mondo cyberpunk il riciclo è una pratica costante. Il mondo è in mano a pochi che sprecano una gran quantità sia di materie prime che trasformate. Chi vive ai margini della società, invece, è obbligato ad arrangiarsi rovistando tra i rifiuti e dando vita a mercati neri di varia natura. Non so perchè, ma questo scenario non mi sembra poi così fantascientifico...
Chissà perchè, anche se non ho mai vissuto l'economia di guerra, sento tanto aria di inizio mercato nero...
alle 10:28
zerouno
io giusto oggi sistemavo la cinghia della mia lavatrice
15anni la vecchia e quella attuale ne ha 10 e sono anni di intenso lavoro ^^
comunque è un problema serio quello dei furti per rivendere, il mercato nero esiste eccome, i flussi migratori aggravano la crisi che qualcuno si illude che passi
si passerà un giorno dal sorvegliare le discariche per chi non le vuole alla sorveglianza per proteggere i beni ammassati nei cumuli?