Cerca
Blogosfere
Nov 0920

Alcoa. Il parassita (statale) che inquina.

Pubblicato da Debora Billi alle 17:07 in Bugie, Ordine Pubblico


E' su tutte le prime pagine online il caso Alcoa: a Portovesme, in Sardegna, i lavoratori si sono chiusi nell'impianto e impediscono a chiunque di entrare e uscire, dirigenti compresi. Già immagino chi griderà che "è contro la legge".

2000 posti di lavoro a rischio, Alcoa che vuole chiudere l'impianto. Eppure, non è un caso di "azienda in crisi": è l'ennesimo caso di multinazionale che viene qui ad attaccarsi alla mammella dello Stato. Già: perché era lo Stato, cioè noi, a pagare una parte degli enormi consumi elettrici di Alcoa. La terza industria di alluminio al mondo, una delle più grandi industrie sul pianeta Terra, che si fa pagare la bolletta elettrica da Pantalone, probabilmente col ricatto occupazionale. Ora la UE ha detto basta a questo andazzo, e l'Alcoa, che non può più mantenere il proprio business coi soldi pubblici, chiude baracca e burattini.

Ma Alcoa non è solo l'ennesimo parassita: è anche un parassita dannoso. Su tutta la Rete si raccontano infiniti casi di inquinamento e devastazione prodotti in tutto il mondo da questi benefattori dell'umanità. Senza far troppa fatica, qualcuno li ha riassunti nell'Alcoa Pollution Worldwide Map, che trovate appunto su Google Map.

alcoa.jpg


Insomma, si tratta della solita gente senza scrupoli che usa e getta senza ritegno, dopo averci abbondantemente messo le mani in tasca perché "L'industria sia competitiva". E lo credo che è competitiva, visto che la sovvenzioniamo con gli aiuti statali.

Ora cosa succederà? I lavoratori sono stati già manganellati ieri a Roma, ed è probabile che l'esperienza si ripeta anche a casa. Il governo promette, ma cosa c'è da promettere? Di continuare a pagare le bollette, cosa che l'UE ha proibito? Di abbonare all'Alcoa la parzialissima restituzione del maltolto, come sentenziato dall'Europa, ovvero circa 300 milioni di euro? Ma si, abboniamoglielo, così tengono aperto qualche altro mese per prenderci in giro meglio. Il sindacato tuona indignato contro il governo, probabilmente auspica che si cali ancora le braghe davanti a questi scrocconi.

Queste sono le situazioni tragiche in cui ci si trova quando si cede a ignobili ricatti. Quando "per stimolare gli investimenti stranieri" ci si stende a tappetino. Quell'industria, e con essa molte altre, non doveva proprio aprire, non a tali condizioni capestro. Oggi le alternative che restano sono solo due: manganellare gli operai per mandarli a casa a forza, con tanti saluti all'Alcoa che se ne va, o fare ciò che si dovrebbe fare quando i parassiti decidono di andarsene dopo aver spremuto il limone: statalizzare gli stabilimenti, tanto ce li siamo già comprati svariate volte (vale anche per Marchionne).

Indovinate quale sarà l'opzione scelta.

 

Nov 0920

Qualcuno vuol comprarsi uno stadio?

Pubblicato da Debora Billi alle 14:30 in Sprechi


bilde.jpg

Mentre qui in Italia svendiamo gli acquedotti che "costa troppo sistemare" (malgrado illustri nostri scienziati abbiano messo a punto sistemi che consentirebbero di spendere la metà, qualora qualcuno si degnasse di prenderli in considerazione: Il congegno inventato a Torino ha già ottenuto importanti riconoscimenti, al punto che in Qatar -là, d’acqua ce n’è poca…- lo hanno premiato con un milione di euro e stanno pensando alla produzione industriale del sistema. racconta Bertani) e contemporaneamente progettiamo la costruzione di altre immense ed inutili cattedrali nel deserto, altri danno via per un boccone di pane enormi costruzioni che non servono più.

E' il caso del Pontiac Silverdome a Detroit: costato 55 milioni di dollari nel 1975, oggi viene praticamente regalato a circa 500 mila. Il prezzo di un appartamentino a Roma.

Senza scomodare Totò con la Fontana di Trevi in vendita al turista (americano), se non sapete dove mettere 80 mila persone tenete d'occhio il mercato per altri affari del genere. Uno stadio è sempre meglio in mano a voi, che a qualche dittatore...

 

Nov 0918

La Crisi, il Picco ed il sonno. Della ragione

Pubblicato da Pietro Cambi alle 14:21 in Vita quotidiana


Tutto detto, tutto previsto. Le cose vanno male, la Crisi NON è finita manco per niente, nella realtà effettuale del sottopancia-sottobosco-frondoeconomico nostrano e la colpa non è certo della miopia imperante; essendo "troppa per esser d'un cesso", come diceva 43 anni fa il mitico Riccardo Marasco, l'alluvione di sfiga in cui cerchiamo di galleggiare, prima di additare il (sub)governo centrale e locale, meglio dare la colpa a qualcun'altro. QUINDI la colpa è dei Neger che rubano il lavoro agli italiani. Devo essere sincero, con tutta la buona volontà esistono dei limiti anche al principio della libera espressione democratica ed al diritto di governare di chi è democraticamente eletto.

Non, basta, santi numi, essere democraticamente eletti per giustificare qualunque nefandezza. Hitler, non mi stancherò mai abbastanza di ripeterlo, con le dovute approssimazioni e distinguo, fu democraticamente eletto in elezioni passabilmente regolari, fu scelto dalla maggioranza dei suoi concittadini. Pure, qualche lieve dubbio sul suo buon diritto di fare quel che fece,  mi pare che si possa storicamente avere. Un limite va posto, un sussulto di resipiscenza è necessario.

Certamente il picco della sensibilità sociale è ampiamente alle spalle; sicuramente il mito degli "italiani brava gente" ha fatto il suo tempo, basterebbe ascoltare il racconto di qualche rifugiato politico somalo, etiope o eritreo, tanto per dire, per convincersene.

Purtuttavia, discendendo rapido verso la melma e l'orrore interiore che evidentemente lo attrae, certo in non sparuta compagnia, un sindaco di un comune del bresciano, che qui non citerò ne linkerò, per rispetto agli abitanti ed alla cittadina stessa, che non si meritano questa infamia, ha lanciato una operazione di "repulisti" degli immigrati irregolari. Fino a qui niente di nuovo, purtroppo, comunque uno la voglia vedere.

Ma, giustamente alla ricerca di quel "quid" che potesse strappare i titoloni ha chiamato l'operazione, varata il 25 Ottobre, con scadenza, uh ma guarda, il 25 Dicembre, "White Christmas".

Una cosa che riesce a suscitare una rara ripugnanza multidimensionale, che l'astuto e gongolante sindaco prende come motivo di orgoglio.

Pura barbarie, roba da guerre gotiche, da "alto" medioevo.

Un altro motivo che si aggiunge ai consueti, per quelli che come me caldamente detestano l'atmosfera "natalizia", trovandovi solo una orripilante compulsione all'acquisto forsennato come surrogato alla felicità ed agli affetti familiari ( e tralascio il lato religioso, al di la delle pie speranze, inutilmente rinnovate di anno in anno, del tutto trascurabile, nella economia generale dell'evento).

Un evento che rappresenta la quintessenza, se vogliamo dirla tutta, del classico "schiaffo alla miseria".

Mai come quello che le hanno dato in questi giorni i delegati al convegno FAO di Roma. Niente di fatto, VUOTO PNEUMATICO, ammesso UFFICIALMENTE e centinaia di migliaia di euro fucilati in sontuose cene e iperlussuose suite; anche qui, tutto visto, previsto, già detto, ma, con la situazione mondiale che resta gravissima a distanza di più di un anno da questo post,  che nausea, che vergogna!!!

 

Nov 0917

USA. Rimesse agli emigrati, e bambini alla fame.

Pubblicato da Debora Billi alle 14:46 in Vita quotidiana


foodstamps.jpgLa crisi ci fa spesso vedere inversioni di rotta o tendenze che si capovolgono, ma questa notizia pubblicata dal New York Times sa proprio di mondo alla rovescia.

La disoccupazione ha colpito così duramente le comunità di migranti negli Stati Uniti, che è stato scoperto uno sconcertante nuovo fenomeno: invece di ricevere rimesse in denaro dai parenti che lavorano nel Paese più ricco della Terra, alcune povere famiglie messicane si ritrovano a dover mettere insieme qualche peso da inviare ai propri cari negli Stati Uniti.

Entrano pesos negli States, per sostenere intere famiglie. A conferma di quanto vado sospettando da un po', a differenza dei più: la crisi non causerà invasioni di immigrati in cerca di pane, viceversa probabilmente assisteremo ad un ritorno in Patria di coloro che si trovano qui da tempo. Se si deve morire di fame, insomma, meglio farlo a casa propria dove la vita costa di meno e si sa come muoversi per racimolare qualcosa.

Succederà probabilmente lo stesso anche in queste famiglie messicane. I parenti emigrati torneranno a casa, e d'altronde non si capisce cosa stiano a fare negli USA, dove ormai una famiglia su sette ha problemi a mettere qualcosa da mangiare sulla tavola. Quasi il 15% del totale, 49 milioni di persone, 16 milioni dei quali sono bambini. Una ricerca recente (pubblicata da Associated Press) ha rilevato che nel giro di qualche anno ben il 50% dei bambini statunitensi si ritroverà a dipendere dalle tessere annonarie per il cibo, e addirittura il 90% dei bambini di colore.

Così un pediatra dell'Università di Stanford:

L'attuale recessione probabilmente genererà per i bambini degli Stati Uniti il più clamoroso livello di deprivazione materiale che mai vedremo nella nostra vita professionale. 

Qualcuno ha pubblicato questa notizia su Facebook, e qualcun altro ha scritto: "Che vergogna! E noi a pensare ai regali di Natale!"

Senza neppure accorgersi di aver commentato una notizia dall'America come si è soliti commentarne una dalla Somalia.

 

toro al tramonto

 

Ve lo ricordate, vero, quando la Spagna era l'esempio da seguire, Zapatero o non Zapatero?

Il treno in corsa, la Cina d'Europa, con tassi di crescita prodigiosi, il debito pubblico più basso d'Europa, un avanzo di bilancio statale dell' uno e mezzo per cento... beh: è finita.

Quella crescita era insostenibile, non si basava su una economia REALE, sana, ma su un boom veramente smodato del settore immobiliare, un boom che finiva di devastare le parti di costa non ancora ricoperte dal cemento, che si basava sul turismo mordi e fuggi, che generava poca professionalità e molto sottolavoro malpagato etc etc.

Saprete certo che la Spagna ora è il vero buco nero d'Europa, che ingoia speranze, soldi e vite a milioni. La sua economia non si è fermata: si è disintegrata contro un muro di cemento (ironia della sorte). I pezzi stanno ancora volando per aria. Solo Ad Ottobre, ultimo dato disponibile, si sono persi quasi centomila posti di lavoro.

Ma come è successo? Con che tempistica?

Cosa avevano previsto, compreso, dell'uragano in arrivo i media, i governanti e i vari istituti di ricerca?

Ho lavorato un poco su questa cosa e, anziche' proporvi la MIA pappardella, vi metto a disposizione lo "scartafaccio", il foglio di lavoro con i mei appunti.

Un modo per andare "dietro le quinte" e spiegare anche il lavoro, tanto o poco che sia, che sta dietro ad ognuno dei nostri post (o almeno a parecchi, eh).

Vi potrete così fare una idea DA SOLI, con i FATTI, crudi e nudi.

Qui mi limito a ricordare la mia massima preferita (Einstein, credo): "le previsioni sono difficili, specie quelle riguardanti il futuro." 

 

 


% disoccupazione n. disoccupati
26-gen-07 8,30% 1800000
L'inizio della storia




http://it.euronews.net/2007/01/26/prosegue-il-calo-dei-disoccupati-in-spagna/




"Continua a scendere il numero dei senza lavoro in Spagna. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio di statistica di Madrid nel quarto trimestre del 2006 gli iscritti all’ufficio di collocamento della penisola iberica supera un milione e ottocentomila unità: é




E’ costante la diminuzione dei disoccupati che sono passati nel giro di un anno dal 9,7 all’attuale 8,3% della popolazione attiva: e sempre su base annuale il numero dei senza lavoro é in ribasso di 30 mila unità




Il ministro del lavoro del governo Zapatero sprizza gioia da tutti i pori: a suo parere nel 2007 il tasso di disoccupazione potrà per la prima volta scendere al di sotto dell’8%.




A dare vigore all’economia nella penisola iberica é soprattutto il settore immobiliare al punto che la crescita nell’edilizia è un vero e proprio motore per la zona euro"









Perché è successo ?? Un buon indizio




http://www.businessonline.it/stampa/1/EconomiaeFinanza/1362/ricetta-economica-spagnola-zapatero.html





10-gen-08 8,60% 1860000
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/01/pil-spagna-zapatero.shtml?uuid=b31dc196-bf7a-11dc-92dc-00000e25108c&DocRulesView=Libero




Deliri di grandezza di Zapatero





04-mar-08 8,60%

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/03/due-milioni-posti-lavoro.shtml?uuid=4a60d07a-e9bf-11dc-a429-00000e25108c&DocRulesView=Libero




Ancora ci crede, Zapatero





30-apr-08


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=514&ID_sezione=404&sezione=In%20diretta%20da%20Bruxelles




Ci superano? Non ci superano?





08-mag-08 10,70% 2338517
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=204139




cominciano le rogne ma ancora non ci credono ( dicono disoccupazione sotto il 10% nel 2009)





02-set-08
2500000
http://it.euronews.net/2008/09/02/spains-jobless-worst-in-a-decade/




Rogne in piena esplosione ma i piu' pessimisti tra gli analisti prevedono disoccupazione al 15% nel 2009





09-set-08 10,50%

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200809091238105351&chkAgenzie=TMFI&sez=news




Solbes: rischio recessione e via gli immigrati





31-ott-08 11,33%

http://it.euronews.net/2008/10/31/spains-economy-shrinks-towards-recession/




Spagna maglia nera europea





29-dic-08
3000001
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200812articoli/39521girata.asp




Si prevede disoccupazione dal 15 al 19%





31-gen-09 14,80%

http://www.unita.it/newsansa/21735/ocse_disoccupazione_a_gennaio_sale_a_su_anno





03-mar-09 15,90% 3480000
http://it.euronews.net/2009/03/03/nuovo-record-di-disoccupati-in-spagna/




quattro milioni di disoccupati entro la fine dell'anno





30-apr-09 18,10%

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200906articoli/44266girata.asp





12-giu-09


http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITLC22092820090612




Il collasso totale





30-set-09 19,30%

creativita' masturbatoria




http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=79995&sez=LEALTRE





31-ott-09
3800000
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200911030937111682&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Spagna,%20+2,7%%20a%203,8%20milioni%20disoccupati%20in%20ottobre




98.000 posti persi solo in Ottobre

Profilo
Forum
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Economia - Finanza
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat