Cerca
Blogosfere
Feb 10 9

Dove sono gli aiuti per Haiti? In soggiorno.

Pubblicato da Debora Billi alle 18:17 in Sprechi


haiticibo.jpg

 

Che l'organizzazione degli aiuti per Haiti fosse un casino inenarrabile si era già capito, anche se chi ha osato dirlo è stato internazionalmente (e nazionalmente) bacchettato.

A distanza di quasi un mese di Haiti si parla sempre meno, forse per stendere un pietoso velo non sulle salme ma proprio sul caos in cui ormai si sguazza. I famigerati "aiuti", inviati a tonnellate da tutte le nazioni del mondo, spesso non sono mai arrivati e giacciono inutilizzati nei posti più impensati. Nei porti e negli aeroporti di Santo Domingo, ad esempio, ma anche nel soggiorno dei dipendenti delle ONG in USA, come racconta MSNBC.

Scatoloni di acqua in bottiglia e buste piene di jeans, pannolini e scatolette di tonno sono accatastati nel soggiorno di Ruth Estriplet a Miami. Ruth non riesce a trovare un modo per mandare tutto ad Haiti.

I problemi principali? Burocrazia, eccessive norme di sicurezza, colli di bottiglia nel trasporto e corruzione. E chi va ad Haiti riempie la propria valigia di bende e antibiotici, mentre il resto degli aiuti se ne sta a fare la muffa in attesa di un passaggio ponte.

Poi ci sono voci anche peggiori. I parenti degli haitiani vengono a sapere storie dell'orrore: che montagne di cibo ed acqua sono lasciate a marcire in piena vista, appena dietro una rete o un recinto protetti dai soldati, mentre la gente muore di fame a pochi metri. Circolano anche buoni pasto falsi, e l'ONU, per dare una lezione, ha sospeso anche il poco cibo che fornisce. Si scopre anche che alcuni ospedali hanno avviato la pratica di chiedere soldi in cambio di medicine.

Intanto, arrivano le piogge primaverili sulla testa di un milione di senzatetto, e i bambini si ammalano. Vengono promesse le tende: chissà se giungeranno in tempo, chissà se giungeranno mai.

 

 

humour fiat

 

Secondo gli ultimi dati disponibili, i disoccupati sono aumentati del 3,8% rispetto al trimestre precedente, ovvero di circa 72.000 unità in tre mesi. Quasi venticinquemila al mese. Più o meno quanto gli occupati della Fiat.

FORSE, sarebbe l'ora di considerare come aiutare le industrie di questo paese, le ALTRE, non l'INDUSTRIA. Anzi: FORSE sarebbe l'ora di chiedersi come aiutare DAVVERO i lavoratori di queste industrie. Per far questo ci vorrebbe un piano sensato. per aver un piano sensato ci vorrebbero idee sensate. Per avere idee sensate bisognerebbe avere un quadro sensato della realtà. Per avere un quadro sensato della realtà bisognerebbe avere, ammettendo di avere le capacità necessarie, delle informazioni sensate. Perche le informazioni siano sensate dovrebbero essere, prima di tutto, basate sui fatti, sulla realtà. Perche l'informazione sia basata sulla realtà bisognerebbe che tornasse a fare il suo mestiere, ovvero informare. Per tornare a fare il suo mestiere bisognerebbe che qualcuno smettesse di fargli fare ALTRI mestieri. Disgraziatamente questi altri mestieri sono vitali ed insostituibili strumenti della lotta politica attuale.

In ultima analisi, le armi di disinformazione di massa, a causa del loro stesso fallout disinformativo, si  ritorceranno contro coloro che le hanno evocate, per manifesta inefficienza delle politiche messe in atto. Purtroppo, PRIMA, faranno incommensurabili danni nella testa di tanti, troppi cittadini e, in ultima analisi, grazie alle loro scelte politiche, alla loro vita.

Feb 10 6

Serra D'Aiello. Meglio nazisti che disoccupati.

Pubblicato da Debora Billi alle 17:03 in Medicina


psichiatria1.jpg

Qualche giorno fa, a proposito del petrolchimico di Gela, ricordavo quell'orribile slogan "meglio morti che disoccupati", lanciato dagli operai rimasti a casa quando l'impianto fu chiuso causa tumori.

Ho detto qualche volta come la penso riguardo alla mistica del posto di lavoro. Ad esempio qui: Il disoccupato è stato finora persona invisibile, che striscia lungo i muri oppresso dalla propria vergogna e dal proprio senso di colpa. Nulla come la disoccupazione è stato causa di depressioni, ansie, persino tentati suicidi.

Il terrore di restare senza lavoro, terrore che va molto aldilà del problema di pagare l'affitto e le bollette (lo dico per esperienza personale e ripetuta), conduce le persone a scelte dissennate e prive di qualsiasi raziocinio. L'operaio che preferisce morire di tumore al rimanere disoccupato ne è un chiaro esempio: che ci fai col posto di lavoro, quando sei morto? "Lo faccio per la famiglia", è in genere la risposta, come se un figlio preferisca un padre sottoterra al mangiare pane e cipolla.

Così, man mano che la crisi si acuisce, vedremo sempre più scelte dissennate e persino crudeli, pur di non rimanere a terra. Come la scelta che hanno fatto gli abitanti di Serra D'Aiello:

Quasi il doppio il numero dei dipendenti: padri, madri, figli assunti in blocco. Quasi tutti a Serra d'Aiello avevano almeno uno o due parenti che lavoravano nella clinica. Senza specializzazioni mediche nella quasi totalità dei casi. Era la Fiat di Serra d'Aiello, il posto dove tutti trovavano lavoro. 

Ne avrete sentito parlare, della "clinica degli orrori". Quasi DUEMILA dipendenti, in una clinica per malati di mente che vivevano tra epidemie di scabbia e pidocchi, lesioni personali, botte, abbandono. Fino ad arrivare alle sparizioni nel nulla, decine di degenti scomparsi, e non si sa se per nascondere omicidi e morti sospette o addirittura per traffico d'organi.

Un intero paese complice dell'andazzo di questo manicomio a gestione regionale, un intero territorio attaccato a succhiare il sangue di vittime innocenti. Nessuno ha parlato, nessuno si è sognato di denunciare. Perché? Perché "avevano paura"? Si, ma non al punto di rifiutare il posto fisso a torturare disabili; oppure, tale era l'attaccamento a quei miseri quattro euro da chiudere occhi e orecchie, da far finta di non sapere, da tirare avanti complici di un orrore senza fine perché "dobbiamo pur pagare l'affitto, pensare alla famiglia".

In fin dei conti, la pensiamo tutti così ormai. C'è la crisi, il lavoro è sopra ogni cosa, meglio morti che disoccupati. Meglio nazisti, che disoccupati.

 

Feb 10 5

Defaults e Blade runners

Pubblicato da Pietro Cambi alle 16:00 in Apocalypse now, Finanza, Vita quotidiana, politica


 

blade runners

 Una scena di "Blade Runner".

 Brutta giornata, ieri, sui mercati finanziari, le borse europee hanno sfondato i supporti di medio/lungo termine di slancio, la fifa è tornata a galoppare, iene, sciacalli ed altri "speculatori" trotterellanti al seguito.

Le virgolette sono d'obbligo. Le borse, sostanzialmente, sono da tempo, forse da sempre, il campo di battaglia SOPRATUTTO degli "speculatori", il cui ultimo scopo è lo scalping che fanno sugli andamenti e sulle oscillazioni, piuttosto che la tenuta del sistema. Se i segnali convergono a rogne, rogne siano, con tanti saluti alla "timida ripresa".

Nessuno stupore, quindi, visto che le rogne erano ampiamente segnalate, perfino sui media e sono quelle ben note: crisi finanziaria che si trasforma in crisi sistemica che peggiora la crisi finanziaria, strangolando i conti pubblici, il che distrugge la possibilità di finanziamento delle banche centrali e quindi in ultima analisi di tutto il sistema di un dato Stato. Lo so, lo so che le cose non stanno ESATTAMENTE così. Resta il fatto che i conti pubblici sono in fuga ovunque e lo sono a ritmo accelerato. Certo: non tutti sono messi allo stesso modo, noialtri italiani abbiamo solo una crisi terminale del comparto industriale, delle istituzioni, dell'istruzione, della ricerca, ma, a parte questo, siamo messi meglio di altri, sopratutto perchè finora siamo stati tenuti abbastanza fuori dai giochi ( mi fanno un po ridere, non da oggi, certi nostri banchieri che parlano della lungimiranza dei loro istituti).

Insomma: che la Grecia e la Spagna abbiano una situazione dei conti pubblici irridimibile ormai lo si dice chiaramente , sia nei mercati finanziari che  a livello istituzionale. Ci si sta preparando, in realtà, a fare terra bruciata tutto intorno ai nosti cugini mediterranei.

Da un momento all'altro potrebbero essere messi in quarantena, fuori dall'euro e/o  sottoposti ai diktat severissimi del fondo monetario internazionale e della BCE, secondo il più classico schema di "shock economy", finora mai sperimentato appieno su un paese del "nostro" lato dell'Europa.

La Spagna, sotto certi aspetti, è perfino messa peggio, perchè la disoccupazione continua ad aumentare, ad un ritmo di circa il 3% mese/mese ed ha raggiunto e superato il 20%, un livello da grande depressione, oltre il quale la stessa tenuta sociale di un paese viene posta in discussione.

La nostra classe politica, che rispecchia una elite di antichi rentier e ex-industriali decotti e tenuti artificialmente in vita non sapendo che pesci prendere, fa finta di nulla, compatta. Lo stile è il più classico degli "io speriamo che me la cavo".

Il bello è che anche gli Stati Uniti, mentre Wall Street disegna scenari catastrofici per questo o quel paese europeo ha parametri dei conti pubblici che sono, brutalmente, molto simili a quelli Greci.

Un rapido confronto?

Grecia:

Deficit pubblico ( fine 2009) 12.7%

Debito pubblico (fine 2009) 113%

Tasso disoccupazione (fine 2009): 9.1%

 

Usa:

Deficit pubblico ( previsioni per 2010) 10.6% (35% del budget statale)

Debito pubblico (fine 2009) 90%

Tasso disoccupazione 9.8%

Ed ecco la Spagna....


Spagna:

Deficit pubblico ( fine 2009)11.4%

Debito pubblico (fine 2009) 55.2%

Tasso disoccupazione (fine 2009) 19.8%

Poi ci sarebbe il Portogallo....

Deficit pubblico 9.3 % ...

Insomma, avete capito: quando il deficit si avvicina alla soglia, forse solo psicologica forse qualcosa di più, del 10% del PIL, cominciano a saltare gli equilibri e i mercati si inervosiscono.

Gli USA faranno eccezione? Credo di no. I maggiori creditori del paese chiederanno, prima garbatamente e poi a gran voce RIFORME STRUTTURALI, un severo pinao di rientro etc etc.

Proprio quello che gli USA, un paese che vive interamente sui debiti, non possono fare.

Quindi? Beh, risponderanno picche. Magari con un certo qual infastidito nervosismo visto che la lezioncina gli verrà impartita, in primo luogo, dai loro poco fraterni amici cinesi.

A questo punto si apriranno scenari di politica estera in vecchio stile, in cui al posto delle cannoniere sono le disponibilità e le leve finanziarie ad essere schierate. I cinesi sono in grado, a differenza degli USA, di reggere un confronto duro, anche se la cosa dovesse avere un impatto disastroso in termini economici e sociali. La struttura dello stato essendo quella che è.

In Usa anche solo a sentir parlare di tasse ai più ricchi diventano compattamente idrofobi. Figuriamoci trasformarsi in un paese di risparmiatori...

Tempi? Chi lo sa. La Storia ha una sua logica che è visible ma i tempi del suo dispiegamento sono, storicamente, POCO prevedibili. Il crollo dell'Euro, tra parentesi, fa malissimo all'economia USA (ed anche a quella Cinese, Giapponese, Indiana...).

Sintesi finale:

Il rischio di default che viene ritenuto concreto per la Grecia, un piccolo paese, che potrebbe anche essere salvato per i capelli da una "pelosa" azione di salvataggio concertata e per la Spagna ( che invece potrebbe mettere a rischio la moneta europea) è MOLTO più elevato per gli USA, semplicemente troppo grossi per essere salvati dal resto del mondo, in caso di crollo della fiducia, più o meno pilotato. Obama non corre sul filo del rasoio. Ci pattina. Con i pattini da ghiaccio.

Qualcuno comincia ad accorgersene.

 

Feb 10 5

Porci con le ali.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:52 in Finanza


PIGS, in inglese, significa "porci". Bel nomignolo affibbiato dalla stampa anglosassone ai peones dell'economia, quei mediterranei che amano tanto dipingere come degli sfigati poveracci. Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. Ultimamente, alla paroletta si era aggiunta una ulteriore lettera I, PIIGS, per includere anche quei miserabili degli irlandesi. C'è persino una voce di Wikipedia.

In Italia si tende a non menzionare tale divertente acronimo usato internazionalmente. Si sa, qui i porci sono sempre gli altri. Però, stavolta, forse non abbiamo tutti i torti a pensarla così: scoccia un po', che mezzo mondo se ne stia ad aspettare la caduta dei porci mentre nasconde i propri stratosferici deficit sotto il tappeto.

E inoltre, non siamo esattamente stati noi a ridurre la finanza globale al porcile in cui si ritrova a sguazzare.

 

Ogni tanto alziamo lo sguardo attraverso la pioggia
Chiedendoci a quale stronzo dare la colpa
E stando in guardia dai maiali in volo

 
 
Profilo
Forum
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Economia - Finanza
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat